Alinovi: “Il gioco è legale perché lo Stato lo prevede, lo regola e prende introiti da esso. Sulla ludopatia dobbiamo lavorare tutti insieme”

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“Il settore giochi ‘gode’ di una reputazione bassissima perché frutto di mancanza di conoscenza. E’ un settore complesso, difficile, serve approfondimento e maggiore conoscenza. La sovrapposizione delle normative nazionali, regionali e comunali confliggono, il focus della normativa si sposta dalla difesa delle dipendenze legate al gioco colpendo tutto il settore e con questa premessa la normativa subisce una deviazione che non risponde nemmeno più alla necessità di tutela del giocatore dipendente.

Dobbiamo fare in modo che al settore venga riconosciuta la giusta importanza, anche per permettere agli italiani di giocare in libertà. L’Italia ha adottato un sistema di gioco legale che viene preso a modello. E’ però necessaria una riforma di sistema”. Così il senatore Riccardo Pedrizzi in occasione dell’appuntamento organizzato a Parma “In nome della legalità”, l’evento ideato e promosso da Codere Italia, presso la sala comunale del Complesso di San Paolo.

“L’Italia ha adottato un sistema di gioco legale che grazie alla riserva statale, alle licenze di pubblica sicurezza e alle forme di concessione e autorizzazione viene di fatto preso a modello, ha detto Pedrizzi – Un risultato importante che va condiviso con le istituzioni ma anche con le forze dell’ordine per l’importante ruolo che svolgono per il controllo e contrasto delle attività illecite. E’ però sempre più urgente una riforma complessiva del settore, che tenga conto degli ingenti investimenti da parte di imprenditori italiani e stranieri, delle esigenze degli operatori legali ma anche delle problematiche legate alle forme di gioco patologico”.

Ad intervenire anche Michele Alinovi, Presidente del consiglio comunale di Parma: “Premesso che ritengo che il fenomeno delle ludopatie sia un problema sociale per le nostre comunità, sul quale vi sia la necessità di adottare politiche adeguate a prevenirne le cause e gli effetti – commenta – penso altresì che momenti di riflessione come questo siano positivi e necessari per affrontare il tema della legalità in relazione all’esercizio del gioco pubblico, per comprendere i contorni di un mondo poco conosciuto e soprattutto per conoscere le origini di fenomeni distorsivi che vanno dalla truffa all’infiltrazione mafiosa, per poi riuscire a mettere in campo azioni volte al rispetto della legalità anche all’interno di questo ambito.

Sul tema della legalità, politica, amministrazione e operatori devono essere allineati. La legalità è il faro di tutti noi e non si possono fare sconti. Sul tema del gioco sicuro e regolato, dobbiamo uscire dal campo dell’ipocrisia. Il gioco è legale perché lo Stato lo prevede, lo regola e prende introiti da esso. Come ente locale, dobbiamo interrogarci sul da fare per tutelare una parte della popolazione colpita dalla ludopatia. Su questo dobbiamo lavorare tutti insieme. C’è – aggiunge Alinovi – la consapevolezza anche nel settore che i problemi ci sono e vanno affrontati. Come comune di Parma abbiamo affrontato la questione con una politica proibizionista che deriva anche dalle leggi regionali: abbiamo cercato di concentrare l’offerta fisica fuori dai centri abitati residenziali e lontano dai luoghi sensibili. E’ stato detto che il distanziamento è una sciocchezza, ma dobbiamo dire che c’è una parte della politica che chiede di tutelare chi soffre di dipendenza, ma non dovremmo dimenticare che c’è tutta l’offerta online su cui non si sta facendo niente.

Il settore giochi genera posti di lavoro che non vanno dimenticati: la classe politica allora deve aiutarci a capire come funziona il sistema. Per evitare ipocrisie andrebbe messo tutto sul piatto e affrontato in maniera organica dallo stato centrale arrivando al nodo della questione. Come ente locale, è stato lanciato un corso di formazione per chi deve controllare le attività, questo rappresenta un’opportunità da cogliere per uscire dall’ipocrisia” ha concluso Alinovi.

“La poca partecipazione delle forze di polizia e delle istituzioni a eventi come questi non aiuta a combattere l’ipocrisia che aleggia su questo settore. Il sistema del gioco legale italiano è uno dei migliori al mondo – dichiara Ranieri Razzante, Presidente AIRA – Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio e docente di “Intermediazione finanziaria e Legislazione antiriciclaggio” all’Università di Bologna -. Il gioco legale in Italia è il più controllato in Europa. I dati ci dicono questo. Il Governo Conte ha abbassato l’uso del contante a 1.000 euro provocando la perdita del 37% del fatturato del Made in Italy. Ma il riciclaggio è costantemente aumentato dal 2012 in poi. Ora cresce a 5mila euro, sarebbe meglio tenerlo a 3mila, ma pensare che con i Gratta e vinci si possa riciclare denaro è assurdo.

I vincoli per diventare concessionari di gioco in Italia sono massacranti. Uno dei punti di vulnerabilità del settore del gioco online è l’hackeraggio di piattaforme di gioco legali. Per regolare il settore meglio bisogna lavorare ad un testo unico sui giochi, diamogli una visione organica per intervenire immediatamente con la rimozione del divieto di pubblicità che non realizza i suoi obiettivi, l’eliminazione delle distanze dai luoghi sensibili, il divieto di sponsorizzare lo sport. Sono semplificazioni che danneggiano molti settori. Mettere divieti assurdi per combattere il riciclaggio è errato. Inutile usare strumenti come la lotteria degli scontrini che agevola il riciclaggio.

Qualsiasi approccio pubblico deve rifarsi a degli studi. Si attaccano continuamente le piattaforme online di gioco, ma esse sono regolamentate e controllate. Oggi la criminalità non ha interesse ha riciclare e concentrarsi in maniera prevalente nel settore del gioco.

“Sono circa 5.000 le segnalazioni di operazioni sospette nel primo semestre del 2022, con un trend in aumento nella seconda parte dell’anno. Questi numeri degli operatori legali di gioco per la prevenzione del riciclaggio sono il doppio della percentuale dei liberi professionisti e le più alte nel gruppo dei segnalanti non finanziari. Se c’è qualcuno che ancora dubiti della buona fede e della compliance normativa del settore, può trovare le risposte anche in questi dati. Il livello di allerta si è innalzato e non è più tollerabile la pubblicità negativa ed il reputational risk troppo alto che viene ingiustamente assegnato ai concessionari “legalizzati” da provvedimenti statali e sorvegliati dalle Autorità di settore. Il gioco illegale non è gestito dai concessionari di Stato ma viene contrastato anche con le politiche di prevenzione e controllo da parte degli operatori onesti. Laddove questi ultimi si trovassero a subire restrizioni, tassazioni esorbitanti e provvedimenti pregiudiziali e pregiudizievoli, frutto di demagogiche campagne legate più a convenienze politiche ed associative che a convinzioni e dati rilevati, il loro livello di argine alla legalità si abbasserebbe notevolmente”.

“Credo che l’attuale sistema concessorio sia il modello fondamentale per arrivare agli obiettivi che lo Stato si prefigge. Il gioco è riservato per legge allo Stato e affidato in concessione agli operatori professionali. Lo Stato – dice Marco Zega, direttore amministrativo e finanziario di Codere Italia – vuole contrastare l’illegalità e far emergere risorse utili, contrastare la patologia e tutelare i giocatori. Ben venga il contrasto a questi tipi di fenomeni. I concessionari tuttavia devono competere anche con coloro che offrono gioco in maniera illegale non versando tasse e garantendo giochi più remunerativi per gli utenti. Questo fenomeno nella pandemia si è accentuato ma lo Stato negli ultimi anni come è intervenuto nei confronti del settore?

Attendiamo una riforma normativa, e nell’attesa sono proliferate le normative locali. Il comune di Parma ha individuato numerosi luoghi sensibili, inserendo anche i campi da calcio che si trovano numerosi, ha emesso due ordinanze per ridurre i luoghi dove insediare nuove attività di gioco. Come Codere abbiamo dovuto cercare un sito dove delocalizzare la nostra attività. Dopo accertamenti abbiamo scoperto che restava libero lo 0,009% del territorio. Nonostante le grandi difficoltà riscontrate sul territorio a seguito dell’approvazione della legge regionale, che è bene ricordare prevede una serie di adempimenti che di fatto producono un effetto espulsivo dell’offerta di gioco legale abbiamo dimostrato di voler mantenere intatto il livello occupazionale su Parma, decidendo di spostare la nostra Gamimg Hall al di fuori dell’area off limits del centro. Una scelta seria e responsabile da parte di un investitore internazionale che ha deciso di non lasciare a casa nessun dipendente – ne impieghiamo circa 50 – perchè siamo convinti che il contrasto del gioco illegale parta proprio dalla presenza del gioco legale. Resta il tema della necessità urgente di un riordino del settore che consenta agli operatori di sviluppare piani industriali sulla base di regole certe e durature”.

La Redazione

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