Astro Piemonte ai Sindacati: “È la prima volta che uno ‘stato di crisi’ imprenditoriale ed occupazionale è determinato da una consapevole scelta del legislatore”. A rischio il 75 percento della forza lavoro del settore.

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Appello accorato quello dell’associazione Astro inviato a Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Piemonte sugli effetti conseguenti all’applicazione della legge regionale sul gioco.

As.Tro si è rivolta alle principali sigle sindacali “per segnalare, in particolare, le problematiche occupazionali che riguardano il comparto, in tutte le sue articolazioni: infatti, dopo la messa al bando dei congegni presenti all’interno dei pubblici esercizi generalisti, la situazione sarà destinata a precipitare ulteriormente a partire dal 20 maggio quando entrerà in vigore l’obbligo di rimozione dei congegni anche negli esercizi dotati di licenza ex art. 88 Tulps (sale da gioco con ambiente dedicato, sale dedicate, agenzie di scommessa e sale bingo) che non siano riusciti ad adeguarsi al rispetto delle limitazioni territoriali imposte dalla normativa regionale”, si legge in un comunicato diffuso dall’associazione. “È forse la prima volta che uno ‘stato di crisi’ imprenditoriale ed occupazionale non è determinato da fenomeni macroeconomici o da contingenze del mercato ma da una consapevole scelta del legislatore che rischia di generare il licenziamento di circa il 75 percento della forza lavoro del settore presente in Piemonte”.

Nello specifico si legge: “Ci si riferisce in particolare a quanto stabilito dal combinato disposto degli articoli 5, 6 e 13 della suddetta legge che, imponendo delle distanze minime degli apparecchi da gioco dai cosiddetti luoghi sensibili e limiti orari incompatibili con la natura delle attività in questione, stanno, di fatto, eliminando tutte le imprese del settore, come peraltro accertato anche nel corso di un procedimento pendente dinanzi al Tribunale di Torino, nel corso del quale è emerso che nel 99,32 percento del territorio del capoluogo piemontese non è più possibile l’esercizio di attività legate al gioco legale. Tale dato è credibilmente estensibile a tutto il territorio regionale. La gravità del fenomeno è dovuta soprattutto alla circostanza che l’introduzione delle distanze minime dai luoghi sensibili (per la violazione delle quali è prevista la chiusura delle sale gioco o lo spegnimento degli apparecchi installati negli esercizi generalisti tipo bar e tabacchi) si applica anche alle attività già esistenti al momento dell’entrata in vigore della legge. È addirittura previsto che le imprese titolari di sale da gioco e sale dedicate, che riescano a spostare le attività in zone poste oltre i limiti territoriali previsti dalla legge, saranno comunque soggette a delocalizzare nuovamente o altrimenti a chiudere, se, successivamente al primo spostamento, dovesse sorgere a meno di 500 metri (per i comuni con più di 5.000 abitanti) o di 300 metri (per i comuni con meno di 5.000 abitanti) un nuovo luogo sensibile. Vi è inoltre, ad alimentare il già evidente stato di incertezza, la facoltà, sostanzialmente discrezionale, concessa agli stessi comuni di individuare ulteriori luoghi sensibili in aggiunta a quelli già previsti dalla legge regionale […] È possibile affermare che l’applicazione della normativa regionale comporterà licenziamenti da parte delle aziende di gioco legale in Piemonte per circa il 75 percento dei propri dipendenti. In particolare si prevede la messa in mobilità di circa 3.650 occupati. A questi vanno aggiunti 1.700 dipendenti delle società che gestiscono slot machine, per i quali le procedure di licenziamento sono già iniziate colpendo, al momento, oltre 200 lavoratori”.

La Redazione

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