Al recente ICE Barcellona 2026, l’argomento che ha tenuto banco tra produttori, gestori e concessionari del mercato italiano è stato la possibile rivoluzione delle AWP. Le voci circolate su un aumento della vincita massima da 100 a 200 euro e del costo massimo della partita da 1 a 2 euro hanno scatenato un acceso dibattito. Ma cosa c’è di vero in queste speculazioni?
Tutto ha avuto inizio con un articolo sulla stampa nazionale che ha fatto riferimento all’ordine del giorno approvato dal Senato nel corso dell’esame della Legge di Bilancio 2026, a firma Claudio Lotito. Questo atto parlamentare, sebbene non vincolante, ha rappresentato un segnale importante per il settore delle AWP, abituato a un lungo periodo di silenzio e immobilismo.
Il contesto in cui è emerso questo ordine del giorno è cruciale. I dati mostrano chiaramente una crisi strutturale nel settore del gioco fisico: la raccolta delle AWP è in declino, passando da circa 24 miliardi nel 2018 a una previsione di poco più di 15 miliardi nel 2026. Nel frattempo, il PREU è aumentato fino al 24%, senza però riuscire a contrastare la diminuzione del gettito, che ha portato a una perdita cumulata di circa 900 milioni di euro.
Questo scenario ha spinto il legislatore a considerare seriamente la necessità di interventi nel settore delle AWP. L’ordine del giorno del Senato, sebbene non rappresenti una riforma definitiva, ha comunque sollevato l’attenzione su una possibile ripresa del settore.
Resta da vedere se le voci circolate sull’incremento della vincita massima e del costo della partita si trasformeranno in realtà. Tuttavia, è evidente che il settore delle AWP in Italia è in fase di trasformazione e che le decisioni prese nei prossimi anni avranno un impatto significativo sul mercato e sugli operatori coinvolti.
Quindi, mentre il futuro delle AWP in Italia rimane incerto, una cosa è chiara: il settore sta attraversando un momento di cambiamento e chi è coinvolto dovrà essere pronto ad adattarsi alle nuove sfide e opportunità che verranno.
U. Cifone