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Il reato di frode informatica – un caso pratico di applicazione del d.lgs. 231/01

Benvenuti al quinto articolo curato dall’avv. Marco Caroppo, consulente esperto in materia di responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001 presso As.tro-Confindustria SIT. In questo articolo, esamineremo un caso pratico simulato legato ai delitti di frode informatica, previsti dall’art. 24-bis del D.Lgs. 231/2001.

Il reato di frode informatica, disciplinato dall’art. 640-ter c.p., è uno dei delitti informatici che possono comportare la responsabilità amministrativa dell’ente. Affinché si configurino i presupposti per la responsabilità dell’ente, è necessario che il reato sia stato commesso da soggetti apicali o sottoposti e nell’interesse o a vantaggio dell’ente, come previsto dall’art. 5 del D.Lgs. 231/01.

Immaginiamo un caso pratico simulato che potrebbe verificarsi in ambito aziendale. Ricordiamo che i nomi sono di fantasia e che il caso proposto è simulato a fini didattici.

Supponiamo che in un’azienda che gestisce un sito di e-commerce, un dipendente abbia accesso ai dati sensibili dei clienti, inclusi i numeri di carta di credito. Questo dipendente, sfruttando le proprie competenze informatiche, modifica il sistema per intercettare i dati dei clienti e utilizzarli per effettuare transazioni fraudolente a proprio vantaggio.

In questo scenario, il dipendente agisce nell’interesse personale, ma utilizzando le risorse dell’azienda e danneggiando i clienti. Poiché il reato di frode informatica è stato commesso da un soggetto sottoposto e a vantaggio dell’ente, potrebbe configurarsi la responsabilità amministrativa dell’azienda ai sensi del D.Lgs. 231/01.

È fondamentale che le aziende adottino misure di prevenzione e controllo per evitare situazioni simili. Formare i dipendenti sull’importanza della sicurezza informatica, limitare l’accesso ai dati sensibili e monitorare attentamente le attività informatiche sono solo alcune delle azioni che le aziende possono intraprendere per proteggersi da potenziali reati informatici.

In conclusione, la frode informatica è un reato serio che può comportare gravi conseguenze per le aziende. È essenziale che le imprese comprendano i rischi associati ai delitti informatici e adottino le misure necessarie per prevenirli. Restate sintonizzati per ulteriori approfondimenti sul tema della responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001 curati dall’avv. Marco Caroppo.

Grazie per aver letto questo articolo e continuate a seguire As.tro-Confindustria SIT per rimanere aggiornati sulle ultime novità in materia di compliance aziendale.

U. Cifone

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