Se sei un imprenditore che opera nel settore delle licenze TULPS, la recente sentenza del TAR Campania potrebbe interessarti. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha stabilito che per negare o sospendere una licenza TULPS, è necessario avere più di una semplice presenza di pregiudicati.
La sentenza in questione, pubblicata il 3 dicembre 2025 con il numero 7805/2025, riguarda il ricorso di un operatore a cui era stata negata la licenza in base all’articolo 88 TULPS. La motivazione della negazione si basava su un elenco di frequentazioni con soggetti pregiudicati. Tuttavia, il TAR Campania ha sottolineato che non è sufficiente elencare casi di presenze di pregiudicati per giustificare la negazione di una licenza. È necessario dimostrare una circostanza specifica riferibile al soggetto, come ad esempio l’essere coinvolto in attività criminali o avere legami con individui legati alla criminalità.
Questo principio è estendibile anche all’articolo 100 TULPS, che regola la sospensione o la chiusura di locali dove sono presenti pregiudicati. La mera presenza di tali individui non è sufficiente per adottare misure così drastiche. È necessario avere un “quid pluris”, un elemento in più da individuare e provare, al fine di evitare decisioni ingiustificate che potrebbero avere conseguenze indesiderate, come la perdita di entrate fiscali e di controllo sulla legalità, con il rischio di favorire attività illegali o non concorrenziali.
Questa sentenza del TAR Campania rappresenta un importante chiarimento sui criteri da seguire per la negazione o la sospensione delle licenze TULPS. Gli operatori del settore dovranno ora prestare maggiore attenzione alla raccolta di elementi concreti che dimostrino una reale contiguità criminale o un pericolo per l’ordine pubblico, evitando così decisioni arbitrarie e potenzialmente dannose per l’intero sistema.
In conclusione, la sentenza del TAR Campania sottolinea l’importanza di basare le decisioni in materia di licenze TULPS su elementi solidi e concreti, al fine di garantire un’applicazione equa e efficace della normativa e di preservare l’integrità del settore.
U. Cifone