Il mondo del bingo in Italia è stato recentemente scosso da una decisione del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, che ha accolto un ricorso presentato da alcune società concessionarie del settore. La sentenza ha annullato la determinazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativa alla proroga delle concessioni fino al 31 dicembre 2026 e all’imposizione di un canone fisso di 108.000 euro a carico dei concessionari in proroga.
I ricorrenti hanno contestato la legittimità di questo provvedimento, sostenendo che la proroga delle concessioni senza l’avvio di una nuova procedura ad evidenza pubblica non rispetti i principi del Trattato UE e della Direttiva 23/2014/UE in materia concessoria. Inoltre, il canone fisso imposto è stato considerato illegittimo in quanto rigido, invariabile e aumentato in modo sproporzionato rispetto al canone originario.
La decisione del TAR Lazio si basa su precedenti pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e del Consiglio di Stato, che sottolineano l’importanza di garantire la concorrenza, la trasparenza e la proporzionalità nelle procedure di gara. In linea con questi principi, il Tribunale ha dichiarato illegittima sia la proroga tecnica delle concessioni, sia l’aumento e la determinazione rigida del canone.
Questa sentenza rappresenta un importante passo verso una maggiore equità e trasparenza nel settore del bingo in Italia. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dovrà ora rideterminare i canoni applicati ai concessionari, assicurando una maggiore aderenza ai principi di proporzionalità ed equità economica.
Resta da vedere come questa decisione influenzerà il panorama del bingo nel nostro Paese e se porterà a ulteriori cambiamenti nelle politiche di concessione e regolamentazione del settore. Continueremo a seguire da vicino gli sviluppi futuri e a fornire aggiornamenti su questa vicenda che sta tenendo banco nel mondo del gioco d’azzardo italiano.
U. Cifone