ultime notizie

Attualità, Cultura, Economia, Editoriale, Gaming, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero

Mondiali, 2026 Spagna favorita sul Belgio: ecco le quote BetFlag per i quarti

Attualità, Editoriale, Forze dell'ordine, Gaming, In Evidenza, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero

Lecce, la Procura revoca il sequestro dei computer in un caso PVR dopo la memoria difensiva

Attualità, Economia, Editoriale, Forze dell'ordine, Gaming, In Evidenza, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero, Uncategorized

Varese, maxi evasione nel comparto slot: contestati oltre 1,7 milioni di euro, sette indagati

Attualità, Economia, Editoriale, Forze dell'ordine, Gaming, In Evidenza, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero

Danimarca, stretta contro il gioco illegale: il bilancio 2025 di Spillemyndigheden

Uncategorized

Ontario, sanzione da 170 mila dollari a Great Canadian Entertainment per lacune nei controlli antiriciclaggio

Attualità, Economia, Editoriale, Forze dell'ordine, Gaming, In Evidenza, Redazione, Salute, Sports, Tempo libero

Codici: “Scommesse collettive e caso Adinolfi, serve fare chiarezza”

Sequestro di cabinati e videogiochi per presunta contraffazione e violazione del copyright, il GIP archivia: denuncia infondata

L’esito era atteso con una certa apprensione dagli operatori del settore, ma alla fine il caso si è chiuso con un’archiviazione. Il GIP del Tribunale di Busto Arsizio ha infatti ritenuto infondata la denuncia legata al sequestro di cabinati arcade e console storiche avvenuto nei mesi scorsi durante una manifestazione fieristica dedicata al mondo dei videogiochi.

La vicenda, fin dall’inizio, aveva destato perplessità. A essere finiti sotto sequestro erano stati apparecchi esposti in un contesto legato al retrogaming, alla cultura pop e alla conservazione di hardware videoludico storico, non certo alla circolazione di prodotti contraffatti. Eppure, sulla base di una segnalazione relativa a presunte violazioni del diritto d’autore e alla mancanza del contrassegno SIAE, la Guardia di Finanza aveva proceduto al sequestro di 43 tra console e cabinati.

Il procedimento era nato da un controllo effettuato nel maggio 2025 nel corso di una fiera dedicata a fumetti, videogiochi e cultura pop. A far scattare l’intervento era stata la segnalazione di M. Z., che si era qualificato come criminologo e procuratore speciale di alcune società produttrici di videogiochi giapponesi. Secondo quanto riferito, gli operanti avevano effettuato rilievi fotografici degli schermi e delle schede interne delle apparecchiature, inviando poi le immagini al segnalante tramite WhatsApp.

Da lì la contestazione: i software di gioco sarebbero stati, secondo l’accusa, riprodotti abusivamente e privi delle necessarie autorizzazioni. Una ricostruzione che, tuttavia, non ha retto all’esame del giudice.

Con l’ordinanza di archiviazione, il GIP ha di fatto chiuso il fascicolo, riconoscendo l’assenza di elementi sufficienti a sostenere l’ipotesi di reato. Una decisione che arriva come una boccata d’ossigeno per l’interessato e, più in generale, come un passaggio importante per tutto il comparto del retrogaming, spesso costretto a muoversi in un terreno complesso, dove la distinzione tra tutela della memoria videoludica e presunte violazioni di legge può diventare tutt’altro che immediata.

In materie tecniche come software, marchi, copyright e apparecchiature storiche, infatti, il confine tra lecito e illecito richiede accertamenti accurati e competenze specifiche. Proprio per questo, la vicenda ha riacceso il dibattito su un tema delicato: quello della corretta valutazione di attività espositive e collezionistiche che hanno a che fare con il patrimonio videoludico del passato.

U. Cifone

Condividi

Articoli correlati

Video