Una presunta rete di riciclaggio legata alla criminalità organizzata e costruita attorno al business del gioco legale. È questo il quadro al centro della grande operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari insieme al GICO della Guardia di Finanza, che ha portato all’esecuzione di 23 misure cautelari personali e al sequestro di beni per oltre 60 milioni di euro.
Il blitz, affidato a circa 300 finanzieri del Comando provinciale di Bari con il supporto dello SCICO, è l’esito di un’indagine coordinata dalla Procura barese che coinvolge in totale più di cento persone. Le ipotesi di reato, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, violenza privata aggravata dal metodo mafioso, peculato, bancarotta fraudolenta e reati tributari.
Secondo la ricostruzione accusatoria, un gruppo societario riconducibile a un imprenditore di Bari ritenuto vicino a uno storico clan cittadino avrebbe conquistato nel tempo una posizione di forza nel settore delle scommesse e degli apparecchi da intrattenimento. Il tutto grazie alla propria capacità di intimidazione e alla disponibilità di altri ambienti mafiosi, che avrebbero ricevuto pagamenti mensili di importo rilevante. Attraverso una rete di società e sale VLT, il gruppo avrebbe fatto transitare e ripulito ingenti somme di provenienza illecita.
L’inchiesta del GICO della Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari avrebbe inoltre messo in luce un meccanismo particolarmente articolato basato sui ticket vincenti delle videolottery. In base all’ipotesi investigativa, le vincite venivano intestate fittiziamente a soggetti compiacenti, spesso privi di reali disponibilità economiche, che ricevevano una percentuale pari a circa il 5% dell’importo. Il vero interessato, che non voleva comparire, si faceva consegnare il contante con una trattenuta stimata intorno al 20%.
Un altro sistema avrebbe riguardato la compravendita di ticket già vincenti. Persone con disponibilità di denaro contante acquistavano tagliandi già premiati e li reinserivano nelle VLT tramite la procedura “ticket in-ticket out”, ottenendo così un nuovo ticket riscuotibile in modo formalmente regolare, spesso mediante assegno, così da dare una parvenza lecita alle somme. Anche in questo caso i gestori delle sale avrebbero trattenuto una quota vicina al 20%.
La Procura sostiene inoltre che alcuni ticket siano stati attribuiti solo formalmente a persone ritenute vicine ai clan Parisi, Strisciuglio e Velluto, permettendo di giustificare patrimoni che deriverebbero soprattutto dal traffico di droga. In alcuni casi, secondo gli inquirenti, sarebbero stati anche alterati i moduli previsti dalla normativa antiriciclaggio.
L’indagine ha toccato anche la gestione economica degli apparecchi da gioco. Gli investigatori ritengono che il gruppo abbia sistematicamente omesso il versamento ai concessionari della quota degli incassi destinata al pagamento del Prelievo Erariale Unico, il PREU, sulle AWP e sulle VLT, trattenendo le somme e integrando, secondo l’accusa, anche il reato di peculato. Parallelamente, sarebbe stato utilizzato un sistema di fatture false per sottrarre utili e reinvestirli in altre attività.
Tra gli episodi contestati c’è anche quanto sarebbe avvenuto durante la detenzione del principale indagato. Stando alla ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe prima minacciato e poi fatto aggredire, tramite cinque detenuti a lui vicini, un altro recluso intenzionato a collaborare con la giustizia, temendo che le sue dichiarazioni potessero far scattare sequestri patrimoniali.
Il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per A.A., 49 anni, di Gioia del Colle; R.B., 40 anni, di Bari; A.D.B., 59 anni, di Gioia del Colle; C.I., 46 anni, di Conversano; A.M., 39 anni, di Bari; D.P., 50 anni, di Bari; S.P., 62 anni, commercialista di Bari; A.R., 40 anni, di Bari; A.S., 51 anni, di Bari; A.S., 45 anni, di Bari; M.S., 55 anni, di Bari; e A.A.V., 36 anni, di Noicattaro.
Ai domiciliari sono finiti P.A.A., 36 anni, di Noicattaro; D.S., 30 anni, detto “Dani”, di Bari; G.B., 72 anni, di Bari; D.B., 34 anni, di Bari; D.P., 36 anni, di Bari; O.R., 42 anni, di Bari; A.S., 38 anni, di Bari; e M.V., 51 anni, di Bari.
Inoltre, il giudice ha vietato l’esercizio di attività imprenditoriali a F.L., 60 anni, di Bari, ed E.L., 40 anni, di Bari, mentre a G.D., 37 anni, di Bari, è stato imposto il divieto di ricoprire uffici direttivi. Altri provvedimenti cautelari potrebbero essere valutati dopo gli interrogatori preventivi nei confronti di G.P., 50 anni, di Bari; C.O., 36 anni, di Andria; e D.C., 46 anni, di Corato.
Sul piano patrimoniale sono state sequestrate le società Millionaire Srl, attiva con sale a Bari, Barletta, Casamassima, Trani e Monopoli; Snooker Bowling; Income Management; e Target Work, titolare delle sale VLT Qasbah e Bowling Six Strike, operative a Bari, Gioia del Colle e Casamassima. In totale il Gip ha disposto il sequestro di 13 sale videolottery e 2 sale giochi, oltre ad altri beni riconducibili agli indagati, per un valore complessivo superiore a 60 milioni di euro.
L’ordinanza cautelare, composta da 1.959 pagine, ricostruisce fatti che, secondo l’accusa, si sarebbero sviluppati tra dicembre 2012 e novembre 2019. Già nel luglio 2020 la Direzione distrettuale antimafia aveva eseguito perquisizioni nelle sedi delle società ora finite sotto sequestro.
Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse formulate dalla Procura rappresentano l’ipotesi investigativa accolta dal Gip ai fini delle misure cautelari e dovranno essere verificate nel corso del processo, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
U. Cifone