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Castaldo (Microgame): ‘Gioco in Italia, sfide e opportunità dal mercato’

Gli interventi di Castaldo (Microgame), Tirabassi (Ficom Leisure) e dell’avvocato Sbordoni al panel di Gioconews.it all’Sbc Summit traccia gli scenari possibili.

Scritto da Redazione

Lisbona – “L’aumento del mercato del gioco online è molto ampio ma esso è ancora sottopenetrato, stiamo parlando di circa il 20 percento. Quindi la previsione è di una crescita enorme ancora in arrivo nel mercato italiano con la sostituzione del gioco terrestre nel tempo.”
Questo lo scenario delineato da Marco Castaldo, Ceo di Microgame, nel suo intervento al panel organizzato da Gioconews.it oggi, 26 settembre, nell’ambito dell’Sbc Summit di Lisbona e dal titolo “The new era of Italian gaming market” (la nuova era del mercato italiano del gioco).

“Quindi stiamo osservando un mercato che ha ancora un enorme potenziale di crescita e che, per dare una prospettiva sull’affiliazione terrestre, ha forse il 35-40 percento del suo volume complessivo che passa attraverso questi canali terrestri. Quindi quello che vediamo accadere oggi sono in realtà tre cose, penso. Prima di tutto, il consolidamento. Ora abbiamo i due gruppi leader con circa il 60 percento del mercato. Flutter Group ha appena speso 2,3 miliardi di sterline per acquistare Snaitech. Questo è un segno che l’industria crede nel mercato e che la regolamentazione si stia stabilizzando in qualche modo.

E, naturalmente, il consolidamento è destinato a continuare a causa del nuovo regime normativo”, aggiunge il Ceo. “Con una tassa di licenza di 7 milioni di euro, alcuni degli operatori più piccoli sul mercato si trovano di fronte a un grande dilemma. Il terzo elemento che aggiungerei è che la regolamentazione ha un impatto molto forte sul modello di business dell’affiliazione terrestre, perché una delle ragioni dell’esistenza di questo modello, che era la possibilità di ricaricare un conto e incassare in contanti al punto vendita, è fortemente limitata. Quindi, con le nuove norme, l’incasso sarà limitato a 100 euro a giocatore a settimana. Questo segmento del mercato è dove ci sono i giocatori più piccoli perché è un mercato che è stato sviluppato nel tempo da operatori più piccoli, originariamente basati a livello regionale, che sfruttano una forte presenza sul territorio.
Quindi il mercato continuerà a consolidarsi e continuerà a consolidarsi, soprattutto in questo segmento. E quindi – prosegue Castaldo concentrandosi sul futuro – i player che stanno ora operando hanno un dilemma su come continuare. In questa fase possono svendere, possono provare a muoversi insieme ad altri, fondersi o andare avanti da soli.
Devono prendere una decisione”.  Ma “per farlo devono essere pronti ad affrontare determinate sfide”. Lo scenario appena descritto, secondo il Ceo di Microgame, “guardando dall’esterno, è un’opportunità poiché chiunque voglia entrare nel mercato ora deve affrontare alcune barriere, ma deve rendersi conto che esiste una serie di opportunità di fusione e acquisizione nel mercato, che potrebbe essere un seme per entrarvi e sviluppare una nuova attività. Quindi è un momento molto emozionante, che vedrà enormi cambiamenti e sicuramente chiunque sia interessato al mercato dovrebbe prestare attenzione a ciò che sta accadendo”.

Nel corso del panel, l’avvocato Stefano Sbordoni si è soffermato sul riordino del gioco online e la gara per le nuove concessioni online, sottolineando come esso sia atteso “fra la fine del 2024 e inizio 2025” e ricordando che “ciascuna concessione può essere legata ad un solo brand e il limite massimo di concessioni acquistabili da un solo gruppo ammonta a 5”.

Christian Tirabassi, senior partner di Ficom Leisure – Gaming advisory & investments prevede almeno 20-30 assegnatari per le nuove licenze, evidenziando come il costo di 7 milioni per ciascuna concessione online possa trovare giustificazione nei ricavi lordi del gioco a distanza.

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