Tra gennaio e maggio 2026 le entrate tributarie e contributive dello Stato hanno segnato nel complesso un incremento di 12.787 milioni di euro, pari al +3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato deriva dall’aumento delle entrate tributarie, cresciute di 4.509 milioni (+2,0%), e dalla forte espansione delle entrate contributive, salite di 8.278 milioni (+6,9%) in termini di cassa.
Le imposte contabilizzate al bilancio dello Stato mostrano un aumento di 4.955 milioni di euro, pari al +2,3%. Restano pressoché invariati gli incassi derivanti dall’attività di accertamento e controllo (+23 milioni, +0,4%), mentre risultano in crescita le entrate degli enti territoriali (+413 milioni, +2,9%). Le poste correttive, che hanno effetto di riduzione sulle entrate del bilancio statale, aumentano di 882 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025 (+6,5%).
Per quanto riguarda le entrate tributarie erariali accertate secondo il criterio della competenza giuridica, nei primi cinque mesi del 2026 l’ammontare raggiunge quota 222.084 milioni di euro, in aumento di 4.955 milioni (+2,3%).
Le imposte dirette si attestano a 118.375 milioni di euro, con una crescita di 1.507 milioni (+1,3%), mentre le imposte indirette arrivano a 103.709 milioni, in aumento di 3.448 milioni (+3,4%).
Nel comparto delle imposte dirette, il gettito IRPEF si colloca a 97.375 milioni di euro, con un incremento di 1.467 milioni. Il dato riflette soprattutto la crescita delle ritenute da lavoro dipendente, aumentate di 2.224 milioni (+2,6%), mentre si osserva una riduzione sia dei versamenti in autoliquidazione IRPEF (-497 milioni, -29,2%) sia delle ritenute a titolo di acconto sulle spese per ristrutturazioni edilizie (-455 milioni, -23,0%). Su queste ultime ha inciso il forte afflusso di versamenti registrato nel gennaio 2025, legato alla scadenza di lavori e pagamenti da effettuare entro il 31 dicembre 2024, prima della revisione del sistema delle detrazioni introdotta dalla Legge di Bilancio 2025.
L’IRES si attesta a 2.948 milioni di euro, con una diminuzione di 234 milioni (-7,4%). In calo anche il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi di capitale, che scende di 693 milioni (-8,2%), per effetto della netta contrazione delle ritenute su interessi e premi corrisposti dagli istituti di credito (-1.170 milioni, -49,1%). La flessione si è concentrata soprattutto nel mese di febbraio 2026, in coincidenza con il versamento del saldo, ed è collegata alla progressiva riduzione dei tassi d’interesse avvenuta nel 2025, che ha compresso i rendimenti finanziari. In controtendenza risultano invece la ritenuta sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+283 milioni, +11,5%), l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+260 milioni, +15,4%) e l’imposta sostitutiva sul valore attivo dei fondi pensione (+813 milioni, +54,1%).
Tra le imposte indirette, l’IVA raggiunge 71.532 milioni di euro, con un aumento di 2.512 milioni (+3,6%). Di questi, 63.306 milioni derivano dagli scambi interni (+1.900 milioni, +3,1%), mentre 8.226 milioni provengono dal prelievo sulle importazioni (+612 milioni, +8,0%).
In crescita anche il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione, che aumenta di 986 milioni, grazie alle disposizioni del D.Lgs. 25 marzo 2025, n. 43, che hanno modificato le modalità di versamento degli acconti, oltre alla normativa transitoria che ha previsto nel mese di marzo il conguaglio relativo all’anno d’imposta 2025. In diminuzione, invece, l’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali), che cala di 539 milioni (-5,8%) per effetto delle misure temporanee di riduzione delle accise introdotte per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia.
Le entrate da lotterie e altre attività di gioco ammontano a 2.583 milioni di euro, con un calo di 285 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025 (-9,9%). La contrazione è dovuta soprattutto allo spostamento della domanda dagli apparecchi fisici, che assicurano un rendimento erariale più elevato, verso il gioco online e i giochi di abilità a distanza, soggetti a una tassazione molto più bassa. Non si tratta quindi di una diminuzione della raccolta complessiva, che continua comunque a crescere, ma di una trasformazione strutturale nell’offerta e nelle preferenze dei giocatori.
Anche sul piano degli incassi, il comparto giochi e lotterie evidenzia un arretramento del 9,3%, con 2.533 milioni incassati, cioè 260 milioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
U. Cifone