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Fagioli e le scommesse: “Stavo 12 ore al cellulare, ho perso centinaia di migliaia di euro”

Il centrocampista della Juventus si racconta: “Ho iniziato a 16 anni. Dal gioco d’azzardo non si guarisce, ma si può tenere a bada”


“Mi dicevo ‘tanto non succede nulla’. Ogni tanto vincevo, ma pagavo le sconfitte di prima. Nel momento peggiore facevo anche 12 ore attaccato al telefono, passavano come fossero 2 o 3”. Nicolò Fagioli, centrocampista 23enne della Juventus e della Nazionale, si racconta in un documentario su Prime che mostra il suo percorso dalla squalifica per scommesse fino al rientro in campo: “Ho iniziato a scommettere a 16 anni con gli amici come passatempo – confida Fagioli – Alla Cremonese, poi, rimasi fermo per Covid per circa un mese restando tanto tempo in casa e divenne tutto automatico”

Le somme giocate? “Al massimo diecimila euro. Ma non era tanto la puntata, quanto la frequenza. Ho perso centinaia di migliaia di euro, giocavo a calcio per pagarci queste cose qua“. E accumulando debiti è finito anche nel mirino degli allibratori: “Mi dicevano “ti spezziamo prima che vai a giocare la partita di Siviglia. Non potevo neanche dire chi mi minacciava. È brutto essere minacciato da persone che non sai chi sono”.

In quel periodo anche il pianto in panchina a Reggio Emilia: “Ero sotto di molti soldi, non sapevo come recuperarli. In più abbiamo perso per un mio errore. Noi calciatori abbiamo tanto tempo libero, in quel momento l’ho occupato nel modo sbagliato”.

Il calciatore della Juve racconta che resosi conto di avere un problema ha cercato aiuto, ma inutilmente: “Andai al serd (servizi per le dipendenze patologiche) per chiedere di parlare con qualcuno che si occupasse del gioco d’azzardo. Andai due tre volte, ma mi sembrava inutile”.

“Non si guarisce dal gioco d’azzardo – è l’amara conclusione di Fagioli – ma si impara a tenerlo a bada” ed è quello che nei mesi in cui è stato squalificato ha fatto lui, con l’aiuto della famiglia: “Mi sono sempre stati vicino, gli devo tanto, si sono subiti un bel po’ di m… per questa situazione qua. Ho passato 7 mesi di agonia, tutti i giorni mettevo una croce sul calendario e contavo quanti giorni mancassero, più si avvicinava e più ero incredulo”.

Ho buttato via più di due anni di vita per colpa delle scommesse. Soldi, vita, tempo da passare con la mia famiglia…” ha constato Fagioli, per cui ora però i giorni bui sembrano essere alle spalle: “In depressione c’ero prima, quando scommettevo. Ero nullo, facevo poco o niente, mi allenavo anche poco”.

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