Il contrasto al gioco illegale potrebbe presto avvalersi anche di agenti sotto copertura specializzati nel settore del gambling. È una delle strade al vaglio, emersa da un approfondimento pubblicato dal Sole 24 Ore, firmato da Marco Mobili e Giovanni Parente, che analizza l’evoluzione delle tecniche di controllo contro il cosiddetto “gioco nero”, fenomeno in costante crescita, in particolare nella dimensione online.
Secondo quanto riferito dal quotidiano economico, l’ipotesi sarebbe quella di prevedere l’impiego di personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli o delle forze di polizia autorizzato a operare in incognito all’interno di attività investigative legate al contrasto del gioco illegale. L’approccio si ispirerebbe a modelli già sperimentati in altri settori criminali, come avviene per i procedimenti contro i traffici illeciti di stupefacenti.
Si tratterebbe però di una misura che richiederebbe un intervento normativo dedicato, necessario per definire con precisione poteri, confini d’azione e tutele procedurali dei cosiddetti “agenti speciali”. In altre parole, servirebbe una disciplina specifica per garantire il corretto svolgimento delle operazioni e il rispetto delle garanzie previste.
L’obiettivo, in ogni caso, sarebbe incrementare l’efficacia dell’azione investigativa contro un mercato considerato illecito che, come richiamato nell’articolo, avrebbe un valore stimato compreso tra 20 e 30 miliardi di euro all’anno. Una cifra rilevante che, secondo quanto emerge dall’analisi, continua ad aumentare anche grazie alla diffusione sempre più ampia di piattaforme online non autorizzate, spesso riconducibili ad operatori con sede fuori dallo Spazio economico europeo e collegati a giurisdizioni ritenute poco trasparenti o caratterizzate da regimi fiscali agevolati.
U. Cifone