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Gioco d’azzardo e dati personali, l’ANJ pubblica una guida per rafforzare la tutela degli utenti

L’algoritmo del gioco sicuro: opportunità e limiti delle Deep Technologies

L’algoritmo del gioco sicuro: opportunità e limiti delle deep technologies
La trasformazione digitale del gioco d’azzardo online ha aumentato accesso e velocità di partecipazione, rendendo più urgente la prevenzione dei comportamenti problematici. In questo contesto, una revisione sistematica pubblicata nel 2026 su Acta Psychologica da Leonor G. Cardoso e colleghi—Deep technologies and safer gambling: a systematic review—analizza 68 studi sulle “deep technologies” (AI, machine learning e analisi predittiva) applicate al safer gambling.

Può l’AI prevedere la dipendenza?
Non in modo certo. L’intelligenza artificiale può però stimare livelli di rischio a partire da indicatori comportamentali e di utilizzo (frequenza, durata delle sessioni, cambiamenti improvvisi nelle puntate, persistenza nonostante le perdite). In altre parole: può aiutare a intervenire prima, ma non “diagnosticare” la dipendenza.

L’opportunità: interventi più rapidi e mirati
La tecnologia offre un vantaggio concreto: monitoraggio continuo e segnalazioni in tempo reale. Se progettate bene, può tradursi in misure graduali (avvisi, limiti, promemoria, autoesclusione guidata) e in un supporto più tempestivo, riducendo i danni prima che il problema si consolidi.

Il limite: dati ≠ salute mentale
I sistemi predittivi lavorano su correlazioni, non sulla psicologia dell’utente. Per questo esistono rischi di:

falsi positivi (intervenire su chi non è davvero in difficoltà);
falsi negativi (non cogliere situazioni critiche);
bias e disparità nei dati di addestramento.
Il nodo cruciale: profitto, privacy e salute pubblica
La revisione sottolinea implicitamente che la tecnologia, da sola, non basta. Serve un equilibrio tra interessi commerciali, protezione dei dati (raccolta minimizzata e governance chiara) e tutela della salute pubblica. Inoltre, le decisioni automatizzate devono essere trasparenti e verificabili, con supervisione e controlli indipendenti.

In sintesi: l’AI può migliorare la prevenzione perché aiuta a riconoscere segnali precoci. Ma la vera sicurezza nasce quando la predizione viene integrata in regole, responsabilità e interventi concreti per gli utenti.

U. Cifone

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