La Direzione distrettuale antimafia di Bari, con il supporto del Gico della Guardia di Finanza, sta eseguendo 23 misure cautelari personali tra le province di Bari, BAT, Brindisi, Taranto e Roma, insieme a sequestri per oltre 60 milioni di euro. L’inchiesta, coordinata dal procuratore R.R. e dal pubblico ministero L.M., coinvolge complessivamente più di cento indagati e riguarda un presunto meccanismo di riciclaggio mafioso attraverso società attive nel comparto degli apparecchi da gioco e delle scommesse. Secondo gli investigatori, queste attività sarebbero state utilizzate come schermo per reinvestire e ripulire i proventi di origini illecite.
Le ordinanze hanno portato in carcere A.A., 49 anni, di Gioia del Colle; R.B., 40 anni, di Bari; A.D.B., 59 anni, di Gioia del Colle; C.I., 46 anni, di Conversano; A.M., 39 anni, di Bari; D.P., 50 anni, di Bari; il commercialista S.P., 62 anni, di Bari; A.R., 40 anni, di Bari; A.S., detto “Snooker”, 51 anni, di Bari; A.S., detto “Antonello”, 45 anni, di Bari; M.S., detto “Massimo”, 55 anni, di Bari; e A.A.V., 36 anni, di Noicattaro.
Ai domiciliari sono finiti P.A.A., 36 anni, di Noicattaro; D.S., detto “Dani”, 30 anni, di Bari; G.B., 72 anni, di Bari; D.B., 34 anni, di Bari; D.P., 36 anni, di Bari; O.R., 42 anni, di Bari; A.S., 38 anni, di Bari; e M.V., 51 anni, di Bari.
Per F.L., 60 anni, di Bari, ed E.L., 40 anni, di Bari, è stato disposto il divieto di svolgere attività imprenditoriali, mentre a G.D., 37 anni, di Bari, è stato imposto il divieto di ricoprire incarichi direttivi. Ulteriori provvedimenti potrebbero arrivare dopo gli interrogatori preventivi di G.P., 50 anni, di Bari; C.O., 36 anni, di Andria; e D.C., 46 anni, di Corato.
I sequestri interessano le società Millionaire Srl, attiva con sale a Bari, Barletta, Casamassima, Trani e Monopoli, Snooker Bowling, Income Management e Target Work, che gestisce le sale VLT Qasbah e Bowling Six Strike di Bari, Gioia del Colle e Casamassima. Il gip ha inoltre disposto misure di carattere patrimoniale nei confronti degli indagati.
Nelle 1.959 pagine dell’ordinanza viene descritto un presunto sistema nel quale videolottery e scommesse sarebbero state impiegate per il riciclaggio di denaro riconducibile ai clan Parisi, Strisciuglio e Velluto. Stando all’ipotesi accusatoria, i ticket vincenti delle videolottery, anche di valore elevato, sarebbero stati intestati a persone considerate vicine ai clan per giustificare disponibilità economiche di provenienza illecita. Secondo gli inquirenti, il denaro arriverebbe soprattutto dal traffico di droga. I fatti contestati si riferiscono al periodo compreso tra dicembre 2012 e novembre 2019. Già nel luglio 2020 la Dda aveva effettuato perquisizioni nelle sedi delle società coinvolte.
U. Cifone