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Nel ravennate si pianifica il contrasto al gioco d’azzardo patologico con incontri e spettacoli

Piacenza, 135 giocatori in cura per gap, ma le stime dell’ISS parlano di 7mila ludopatici

I torni non contano e la ludopatia dilaga in provincia di Piacenza. Nel 2022 erano 135 i giocatori d’azzardo patologici in cura all’Ausl ma, secondo le stime dell’Istituto superiore di sanità, sarebbero in realtà 7 mila le persone che nella provincia piacentina necessitano di aiuto per smettere di giocare.

Per far luce sull’argomento, il centro culturale di San Nicolò ha ospitato l’incontro “Famiglie e gioco d’azzardo. Il lavoro sociale e la rete territoriale”, organizzato dall’Ausl di Piacenza con l’associazione La Ricerca, il Comune di Rottofreno, Iceberg e la cooperativa L’Arco.

“Settemila è un numero enorme – ha spiegato Maurizio Avanzi, responsabile della cura del disturbo da gioco d’azzardo per l’Ausl di Piacenza – Persone che si vergognano, si sentono in colpa oppure non sanno che esiste la possibilità di curarsi. Il Covid è stato un momento durante il quale, a causa del blocco delle slot machine dettato dalle chiusure del lockdown, abbiamo assistito ad una considerevole riduzione delle persone affette da disturbo patologico da gioco d’azzardo. Nel 2019 – prosegue Avanzi – erano 188 i piacentini in cura presso di noi, nel 2020 sono calate a 119. Il lockdown ha rappresentato però una soluzione-tampone: ora, infatti, stiamo assistendo ad una vertiginosa ripresa delle richieste di cura. Inoltre, stiamo registrando un aumento delle patologie legate al gioco online, dove in pochi secondi una persona può perdere migliaia di euro. Spesso sono proprio i famigliari – ha concluso Avanzi – gli alleati più importanti sui quali un giocatore può contare. Devono essere abili e attenti a captare i segnali, accorgendosi del problema e intervenendo al più presto”.

La Redazione

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