Aumento delle tasse sul gioco, il Sapar chiama gli operatori alla mobilitazione

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“Un provvedimento scellerato, dannoso e pericoloso che manderà sul lastrico migliaia di lavoratori del settore creando altra disoccupazione”. È il duro commento del presidente nazionale Sapar Domenico Distante dopo la decisione del governo gialloverde, nell’ultima bozza del “decretone” varato dal Consiglio dei ministri e che istituisce il reddito di cittadinanza e che supera la legge Fornero con l’introduzione della cosiddetta “quota 100”, di aumentare il Preu per le slot che, a sostituzione di quanto previsto dalla Manovra, non sarà più dell’1,35 percento, ma del 2 percento.
“Il Governo – evidenzia Distante in un comunicato – mette nuovamente le mani nelle tasche di migliaia di operatori del settore dell’intrattenimento, gestori di bar, rivendite e tabacchi, aumentando in maniera irresponsabile e scriteriata il prelievo erariale (Preu) con ritocchi intollerabili e non più sostenibili che ormai si susseguono dopo il varo del decreto Dignità”.
“Ancora una volta il comparto subisce un durissimo colpo che avrà pesanti ricadute sul piano occupazionale. Hanno evidentemente deciso di distruggere la terza industria italiana”, sottolinea il presidente Sapar, il quale a nome dell’associazione nazionale chiama all’appello le organizzazioni settoriali dando appuntamento mercoledì a Roma per mettere a punto tutte le possibili iniziative utili a difendere quelle attività che in Italia coinvolgono decine di migliaia di lavoratori e di piccole imprese e proclamare lo stato di agitazione.
“Ci vogliono veder fallire nascondendosi dietro l’ipocrita contrasto alla ludopatia. In realtà – aggiunge il presidente Sapar – al di là dei proclami di Di Maio sull’azzardopatia e sulle dipendenze patologiche non vediamo neanche lontanamente reali misure di contrasto. Fino a questo momento assistiamo ad una sistematica opera di demolizione del gioco pubblico ad esclusivo vantaggio delle casse statali. Alla luce degli ultimi ritocchi sulla tassazione è manifesta l’incapacità di questo governo nell’individuare soluzioni più eque e razionali pur di garantire le promesse elettorali. Lo fa con leggiadra disinvoltura a scapito di settori produttivi attraverso scelte poco sensate: prelevare quanto più possibile dalle imprese mettendo le mani anche nelle tasche degli italiani attraverso la drastica riduzione delle possibilità di vincita. Aumentare la pressione fiscale danneggiando esclusivamente un comparto significa avere una visione miope, ma spostare il problema in questa direzione comporterà conseguenze nefaste. Non resta a questo punto – conclude Distante – che scendere in piazza chiamando a raccolta tutti i lavoratori del settore per portare a Roma nei prossimi giorni le istanze della categoria e soprattutto per tentare di dialogare con i rappresentanti del governo chiamati ad ascoltarci”.

A. Bargelloni

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