Belpaese, il gioco aggiusta i conti

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Nel nostro paese vi è un settore che non conosce crisi anzi è in costante aumento. Si tratta del gioco d’azzardo, vortice ingordo di risorse finanziarie e causa principale di una lunga serie di conseguenze in tema sociale – sanitario Un dato da solo rende immediata la percezione circa l’incidenza del fenomeno: fra il 2000 e 2016 la raccolta proveniente dai giochi ha visto un incremento pari a cinque volte, toccando un valore massimo di circa 96 miliardi di euro. La progressione è proseguita nel 2017, superando abbondantemente i 102 miliardi.

Chi più spende

La medaglia d’oro sulla cifra versata al dio gioco, spetta alla Regione Abruzzo, ai vertici con i suoi 1767 euro pro capite, seguita a breve distanza dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna. In controtendenza a quanto si possa pensare, le regioni del sud hanno dei valori medi di raccolta inferiori, indicatore questo poco reale se si considera il parametro relativo al reddito disponibile, valore che proietta il meridione nell’area delle zone con la più alta propensione al gioco e alle scommesse.

Primi in Europa

Non tutti i mali vengono per nuocere, è il caso di dirlo. Nel nostro paese il fisco fa man bassa di entrate proprio grazie alla spiccata propensione al gioco dei cittadini. Una classifica che vede coinvolte tutte le nazioni europee, vede l’Italia al primo posto come incassi, addirittura il doppio rispetto alla Francia e alla Germania. Nell’anno 2016 il comparto giochi e scommesse ha procurato poco meno di dieci miliardi di euro, entrate tributarie di cui difficilmente un paese in crisi potrebbe fare a meno.

Giancarlo PORTIGLIATTI B.

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