Binary option: per le scommesse finanziarie, due divieti sono meglio di uno

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Le binary option saranno vietate nel Regno Unito, dove è stato adottato un provvedimento in aggiunta a quello dell’Unione europea entrato in vigore lo scorso luglio. E le norme europee, almeno finché non si dovesse realizzare la Brexit, riguardano comunque anche la Gran Bretagna.

Nonostante siano classificate come prodotto finanziario, le opzioni binarie vengono considerate delle vere e proprie scommesse e con una dose di rischio molto alto. Prendono il nome dal fatto che gli esiti possibili siano solo due: si tratta di puntare (o “investire” come preferiscono dire le società che le propongono) sulla performance di un indice o di un’azione in un determinato lasso di tempo, a volte anche di un giorno o di poche ore. Se la previsione è corretta, l’investimento va a buon fine, se invece è sbagliata si perdono i soldi.

Da luglio 2018, l’Esma – European Securities and Markets Authority, quella che si può considerare la Consob europea – ha proibito la vendita delle binary option in tutta l’Ue. Il divieto è trimestrale e viene prorogato di volta in volta. L’ultimo è stato approvato a febbraio e scatta proprio in questi giorni. Adesso la Fca – Financial Conduct Authority, il regolatore inglese – ha deciso di adottare sul territorio britannico un proprio divieto, simile a quello europeo ma con alcune differenze. Si tratta
infatti di un veto perenne, e – al contrario di quello comunitario – copre anche le securitised binary options, ovvero le opzioni binarie che vengono vendute da piattaforme certificate, sono accompagnate da un prospetto informativo, e comunque prevedono un lasso di tempo minimo tra il giorno in cui viene effettuato e quello in cui scade l’investimento. Di contro, il veto inglese, garantisce solamente i risparmiatori mentre quello dell’Esma gli investitori istituzionali.

Posted by Giampiero Moncada

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