Bologna: presentate le proposte delle ass. di categoria gioco

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Nero su bianco, sono state presentate le proposte delle associazioni di categoria gioco sul tavolo della regione Emilia Romagna. Nessuna libera interpretazione, ma richieste ben chiare quelle avanzate dagli operatori del settore: innalzamento del livello qualitativo dei punti gioco e dell’offerta attraverso nuove misure di prevenzione, definizione di un nuovo sistema di regole di distribuzione (territoriale e temporale) dei punti vendita, elevazione della sicurezza e costituzione di un fondo comunale per welfare e dipendenze.

Tante in queste settimane le preoccupazioni e i dissensi degli addetti al settore per l’approvazione della legge regionale “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate” (http://cifonenews.it/bologna-17-settembre-sit-in-gli-operatori-gioco-protestano/). Per questo AgiscoAs.Tro Assotrattenimento2007 – Confindustria SIT, Res Cogitans, Sapar, Sistema Gioco Italia-Confindustria SIT, Utis, e la società concessionaria Eurobet Italia, “condividendo in pieno gli obiettivi dell’Amministrazione Regionale legati al contrasto del rischio di dipendenza si rivolgono alle competenti Istituzioni della Regione Emilia-Romagna per segnalare e cercare una soluzione alle criticità che stanno emergendo in ordine all’applicazione della legge regionale di cui in oggetto.E vengono quindi avanzate delle proposte di intervento finalizzate alla prevenzione delle dipendenze da gioco e al contrasto dell’illegalità nel gioco. Ciò al fine di scongiurare le problematiche generate sul tessuto imprenditoriale, le gravi ricadute economiche, erariali ma soprattutto occupazionali connesse al sostanziale bando dell’offerta di gioco legale e la mancanza di evidenze positive in termini di efficacia nella lotta al Disturbo da gioco d’azzardo, unitamente alla previsione di una riforma complessiva del settore”.

Le associazioni, inoltre chiedono un tavolo di confronto che, “partendo dalla valutazione congiunta di quelli che sono stati gli effetti ottenuti dalla normativa regionale, possa arrivare, nel rispetto delle sensibilità prioritarie dei Territori, a condividere soluzioni capaci di tutelare la salute pubblica, l’economia, l’occupazione e l’imprenditoria del settore che rappresenta l’unico presidio di legalità sul territorio”.

La Redazione

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