Bonus Covid, in arrivo contributi per palestre, discoteche, sale gioco

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In arrivo i contributi a sostegno di palestre, piscine, sale giochi e tutte quelle attività rimaste chiuse per il contenimento della pandemia da Covid. Il ministero Economia e Finanza e il ministero per lo Sviluppo economico hanno preparato il documento che definisce l’erogazione di sostegni economici senza obbligo di restituzione.

Si tratta del fondo di 140 milioni di euro messo a disposizione dello Stato per le attività di cui sia stata disposta, nel periodo tra il 1° gennaio 2021 e il 25 luglio scorso, la chiusura per un periodo complessivo di almeno cento giorni, tenuto conto delle misure di ristoro già adottate per specifici settori economici nonché dei contributi a fondo perduto concessi con i decreti Sostegni. Il contributo a fondo perduto sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente che ciascuna attività indicherà  nell’istanza  di accesso al Fondo. L’istanza dovrà essere presentata seguendo le indicazioni che l’Agenzia delle Entrate adotterà entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione del decreto e dopo che la Commissione Ue avrà notificato l’approvazione della misura di aiuto.

I primi a ricevere i contributi messi a disposizione da Mise e Mef sono proprio le discoteche, i night club e le sale da ballo, tra i settori più penalizzati dalla pandemia anche quest’anno. La dotazione complessiva per quelle attività è di 20 milioni di euro e con un limite di 25.000 euro a soggetto. Fino a 12 mila euro è invece l’ammontare dei contributi che potranno essere richiesti da altre attività ammesse alla misura come palestre, impianti sportivi, parchi tematici, eventi di teatro, cinema, arte, fiere, cerimonie, sale giochi e biliardi, gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro e altre attività connesse con le lotterie e le scommesse.

Quali sono i requisiti per richiedere le sovvenzioni? La chiusura dell’attività per almeno 100 giorni dal 1° gennaio al 25 luglio, come già indicato precedentemente, e il possesso della partita Iva.

Spetteranno 3.000 euro ciascuno a quelle attività con ricavi (articolo 85, comma 1, lettera a e b, del Tuir) e compensi (articolo 54, comma 1, del Tuir) del periodo d’imposta 2019 fino a 400mila euro (compresa l’ipotesi del soggetto di nuova costituzione con ricavi/compensi pari a zero), 7.500 euro alle attività nello scaglione superiore fino a 1.000.000 di euro, 12mila euro a quelle nello scaglione ancora successivo.

La Redazione

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