Bufera caso Djokovic: vola in Australia senza vaccino e con esenzione medica

257 0

E’ bufera sul caso Novak Djokovic e la sua partecipazione agli Australian Open con esenzione medica. E’ stato lo stesso numero 1 del mondo a darne notizia, con un post su Instragram.

“Buon anno a tutti! Vi auguro tutta la salute, l’amore e la felicità in ogni momento presente e che possiate provare amore e rispetto verso tutti gli esseri su questo meraviglioso pianeta – ha scritto il serbo che non ha mai chiarito se ha fatto il vaccino covid -. Ho trascorso del tempo fantastico con i miei cari e oggi sto andando in Australia con un permesso di esenzione. Andiamo 2022!!!”. 

Djokovic, vincitore delle ultime tre edizioni degli Australian Open, ha sempre avuto idee negazioniste riguardo al Covid, nonostante egli stesso lo abbia contratto, e non ha mai voluto fornire informazioni sul proprio stato vaccinale. Il direttore del primo torneo stagionale dello Slam, Craig Tiley, era stato abbastanza chiaro sull’ammissione degli atleti: “Per poter giocare sui campi del Melbourne Park, i tennisti devono essere completamente vaccinati contro il Covid o avere ottenuto l’esenzione”, così il campione di tennis, non essendosi sottoposto a vaccino per Covid-19 è riuscito ad ottenere un’esenzione speciale per volare in Australia. Di che esenzione si tratti non si ha riscontro, per privacy. Di qui la grande polemica che in queste ore ha travolto il serbo: non è difficile credere che si tratti di un escamotage per non vaccinarsi e partecipare comunque al torneo.

Allora, come scrive Marabini della Gazzetta dello Sport: ” trattandosi di un campione del suo calibro, per sgombrare il campo da ogni equivoco, per scacciare la convinzione che gli sia stato aperto un corridoio privilegiato grazie al suo status di re dell’Australian Open, sarebbe stata meglio la luce del sole. Convocare una conferenza stampa e spiegare i dettagli di questa esenzione. La trasparenza conta più della privacy. Soprattutto nel 2022, quando di privato da difendere c’è rimasto ben poco, a maggior ragione da personaggi pubblici, di cui ormai conosciamo a suon di “like” lo spessore di ciascun capello”.

La Redazione

Nessun commento

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.