Calabria, gioco d’azzardo arriva a quasi 2mld, per una spesa pro capite annua di circa 1000 euro

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Allarmanti i dati pubblicati dal Corriere della Calabria (https://www.corrieredellacalabria.it/2022/07/22/in-calabria-il-gioco-dazzardo-vale-2-miliardi-di-euro/) sul gioco d’azzardo. In Calabria il fenomeno “è cresciuto in modo abnorme, arrivando a quasi 2 miliardi di euro (paragonato alla popolazione calabrese equivale ad una spesa pro capite annua di circa 1000 euro). La provincia dove si gioca di più è quella di Cosenza, in cui sono stati spesi 637 milioni di €, seguita da Reggio con 577 milioni e Catanzaro con 307 milioni (dati settembre 2021 diffusi dalla Regione nel contesto del progetto “Gap”) generando problemi sia economici che sociali.  Le regioni del Sud, presentano una più elevata incidenza rispetto alla media nazionale di disoccupazione e sottoccupazione – oltre che dell’infiltrazione nel tessuto sociale da parte di bande criminali, che prosperano sul gioco e sul connesso fenomeno dell’usura (il 10% dei giocatori patologici è vittima di usura) –  che le rende maggiormente vulnerabili. Dato importante è quello dei familiari danneggiati: il gioco “passivo” coinvolge, per ogni giocatore-dipendente, tra le 5 e le 7 persone. Cifre che la segreteria del Sindacato UGL di Cosenza fornisce in una preoccupata analisi del suo Centro Studi. Interessi e profitto sono legati a questioni che sconfinano nel patologico: la ludopatia colpisce oltre 1 milione e 300mila italiani, dei quali almeno 12mila (il 10%) sotto cure medico-psicologiche.
L’Agenzia Dogane e Monopoli di Stato che gestisce la parte legale del business, nell’ultimo Libro Blu (2021), ha presentato i dati principali relativi a macchinette, lotterie, Gratta e Vinci e giocate online. Il volume di denaro è aumentato del 3,5%, attestandosi su un valore di 110,54 miliardi di euro. Negli ultimi 5 anni censiti (2015-2019) le dimensioni hanno seguito un trend crescente con un più +25,3% per quanto riguarda la raccolta, più +14,4% per la spesa e ben +29,5% di incassi per il pubblico erario). Un enorme giro d’affari, dunque, sul quale le reti criminali, come appurato da fonti investigative e giudiziarie, hanno messo le mani.

La Redazione

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