Cardia (Acadi): “Il gioco pubblico è soprattutto un servizio”

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“Normalizzazione delle leggi, la cristallizzazione della reputazione e la compattezza del comparto di fronte al regolatore”. Sono questi i tre punti cardini sul quale si dovrebbe fondare il riordino del comparto gioco pubblico secondo Geronimo Cardia, presidente di Acadi – Associazione concessionari gioco pubblici, tra i relatori del convegno “Gioco legale: la necessità di riordino”, organizzato dall’Istituto Milton Friedman a Roma. “Noi con tenacia e determinazione andiamo avanti. Il gioco pubblico è soprattutto un servizio. Gli incaricati hanno la responsabilità e la credibilità che soggetti come questi dovrebbero avere. Adesso il settore è aperto e compatto – ha aggiunto Cardia – e siamo dovuti essere bravi per farci ritrovare nella lista delle riaperture. Oggi che la pandemia sembra iniziare a mollare la presa i problemi rimangono gli stessi. Noi parliamo di riordino dal 2011 così come della questione territoriale. Dobbiamo lavorare a testa bassa per far sì che il riordino diventi realtà. Ci vuole tempo per farlo ma non possiamo attendere che si concretizzi e che arrivi nel 2023. Dobbiamo ragionare col fiato corto della proroga. Chi lavora con il pubblico non lo accetta e questo istituto è tremendo, noi invece la subiamo. Il legislatore alza le mani perché non ha risolto il problema ma non può neanche perdere gli operatori del gioco sul territorio”.

Il presidente di Acadi quindi ricorda come sia il procuratore nazionale Antimafia Cafiero De Raho, il direttore generale dell’Agenzia dogane e monopoli Marcello Minenna che il prefetto Franco Gabrielli sottolineino “sempre come i presidi legali siano fondamentali. Per questo arriva sempre la proroga. Nel 2018 il Consiglio di Stato ha precisato l’impossibilità tecnica di procedere a qualsiasi gara in queste condizioni. Lo Stato deve mettere tutto in ordine per procedere al riordino. Evidenziamo anche – ha aggiunto Cardia – che le proroghe per il settore sono tecniche e lo danneggiano, più che favorirlo. Dobbiamo anche lavorare di concerto con gli Enti locali. Tutti hanno legiferato ma al momento dell’entrata in vigore la metà ha fatto un passo indietro rendendosi conto dei problemi che certe leggi avrebbero causato, e che non sarebbero servite a proteggere i giocatori. Abbiamo due obiettivi tecnici e un atteggiamento. Le proroghe tecniche vanno subito promosse. Serve un processo di qualificazione dell’offerta e possiamo lavorare già ai prodotti oltre che sull’identificazione del player. L’atteggiamento deve essere quello di agire insieme”.

La Redazione

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