Cgia Mestre analizza effetti devastanti della legge sul gioco Emilia-Romagna

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Su 5200 operatori nel mondo del gaming, 3700 perderanno il proprio impiego. E’ quanto accadrà in Emilia Romagna con a piena applicazione della legge regionale in materia di giochi. I dati sono emersi in mattinata nel corso della “Presentazione del primo Report della Cgia Mestre sul gioco legale in Emilia Romagna. Analisi su numero di lavoratori, imprese e gettito fiscale, business illegale, neoproibizionismo e rischi di sistema”, evento organizzato dal Centro Studi As.tro.

Secondo la Cgia di Mestre alla situazione, di per se drammatica, si andranno ad aggiungere i continui aumenti di tassazione sulle slot machine che rischiano di soffocare il settore, facendo perdere allo Stato risorse fondamentali.

Dal punto di vista fiscale,  le sole aziende di questo comparto emiliano-romagnole contribuiscono alle casse dello Stato per circa 537 milioni di euro, una cifra che supera le entrate garantite sia dalla TARI che dall’Addizionale Comunale IRPEF riscosse nel medesimo territorio. Se mancasse, per rimpiazzarlo ogni famiglia della regione dovrebbe versare 266 euro annui in più di tasse.

La ricerca della Cgia di Mestre inoltre ha analizzato l’impatto  della legge regionale sul territorio.  Secondo lo studio, i 766 luoghi sensibili individuati dal Comune di Bologna provocheranno la chiusura del 90% dei 358 esercizi generalisti presenti sul territorio con apparecchi da gioco. A Rimini solo 10 dei 160 esercizi attualmente attivi potrebbero rimanere in funzione per il gioco. A tutto ciò bisognerebbe aggiungerci un altro risvolto: con l’applicazione della legge regionale si andrebbe incontro al gioco illegale, senza regole, controllato dalla criminalità organizzata, al contrario di quello legale fortemente controllato e che assicura determinate percentuali di vincite.

A tal proposito Antonio Giuliani, responsabile del settore apparecchi da divertimento dei Monopoli, ha dichiarato: “Non possiamo sapere ancora quanto il gioco illegale stia recuperando terreno a danno di quello illegale ma abbiamo evidenza di territori dove a seguito delle limitazioni il gioco legale è totalmente sparito.  E’ impossibile pensare che in un territorio come per esempio la provincia di Crotone la gente abbia smesso di giocare perché non c’è più un’offerta di gioco lecito: è un puro esercizio di fantasia”.

La Redazione

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