Covid, la Puglia trema. Emiliano chiude le scuole

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Secondo le previsioni e gli studi della task force regionale, entro “fine novembre in Puglia ci saranno circa 2.500 contagi al giorno per Covid”. Lo rende noto il governatore Emiliano che ha deciso per la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado in Puglia, tranne quella dell’infanzia. “Nelle scuole primarie – ha spiegato il presidente – abbiamo numeri pesantissimi, restano escluse dal provvedimento le scuole per l’infanzia, dove la frequenza non è obbligatoria. Abbiamo verificato che l’aumento dei contagi è coinciso con la riapertura delle scuole. La decisione è stata presa di fronte all’evidenza dei dati rilevati dai Dipartimenti di Prevenzione. Le scuole dell’obbligo pugliesi resteranno chiuse alla didattica in presenza fino al 24 novembre”.

Secondo i dati forniti dalla Regione Puglia, “sono almeno 286 le scuole pugliesi toccate da casi Covid. Tutto questo in un solo mese di apertura. I dati ci dicono che sono almeno 417 gli studenti risultati positivi e 151 i casi positivi tra docenti e personale scolastico”. La decisione di chiudere la didattica in presenza “tiene conto anche dell’appello dei pediatri pugliesi”, che oggi avevano sollecitato uno stop di due settimane. “Ci auguriamo che i dati epidemiologici consentano al più presto il ritorno alla didattica in presenza”, aggiunge Emiliano. Preoccupato per la curva dei contagi anche l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, assessore regionale alla sanità: “Dai dati rilevati dai dipartimenti di Prevenzione – spiega- emerge un notevole incremento dell’andamento dei contagi correlati a studenti e personale scolastico degli istituti di ogni ordine e grado. Ciascun evento di positività attiva un ingente carico di lavoro sul servizio sanitario. Essendo i soggetti inseriti in una classe, uno studente positivo genera almeno una ventina di contatti stretti più quelli familiari. Se ad essere positivo è un docente che ha in carico più classi, questo numero si moltiplica ulteriormente. Tradotto significa: migliaia di persone in isolamento fiduciario di almeno 10 giorni per contatto stretto, con tutti i disagi a carico delle famiglie specie quando sono i più piccoli a essere messi in quarantena. Ma significa anche migliaia di ore di lavoro per gli operatori dei dipartimenti di prevenzione, perché devono effettuare i tamponi, la sorveglianza sanitaria e le attività di tracciamento”.

La Redazione

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