Criptovalute, caso Ftx: class action da 11mld contro le star che sponsorizzavano

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 Prima li ha ingaggiati come “ambasciatori” di Ftx, terza piattaforma al mondo di scambi in criptovaluta finita in bancarotta in questi giorni, poi ne ha fatto bersaglio di una class action da undici miliardi di dollari. E’ l’impresa compiuta da Sam Bankman-Fried, l’enfant prodige, ex magnate delle criptovalute. Sono accusati di aver prestato il loro volto per convincere gli americani a investire in Ftt, che ha perso l’80 per cento del valore, mentre il suo fondatore ha bruciato miliardi di dollari in investimenti fallimentari. I truffati sarebbero un milione. “I nomi citati sul documento di 41 pagine presentato al distretto sud della Florida sembrano usciti dalla lista degli ospiti di un Galà di Los Angeles – come scrive Repubblica –  la modella Giselle e l’ex marito Brady, il più vincente quarterback della storia del football americano, la tennista Osaka, le icone Nba di basket O’Neal, Curry e tutta la franchigia dei Golden State Warriors, che aveva legato il suo brand di campioni al logo Ftx. E poi Shohei Otani, star giapponese dei Los Angeles Angels di baseball, il comico Larry David Kevin O’Leary detto ‘Mr. Wonderful’, imprenditore canadese e giudice della giuria in un contest tv, “Shark Tank”, in cui i progetti dei concorrenti vengono promossi o bocciati in modo spietato. Peccato che poi Mr Wonderful, facendosi pagare profumatamente, abbia dato fiducia a una piattaforma volatile” La prova contro le star nella class action sono le pubblicità che hanno inondato per mesi le case e i cellulari degli americani. “Brady e l’ex moglie erano apparsi la notte del Super Bowl in uno spot in cui presentavano Ftx come il ‘modo più sicuro e facile di acquistare criptomoneta’. Brady chiamava al cellulare gli amici e li invitava a unirsi al magico mondo della criptovaluta. Il claim finale era: “Tom Brady is in. Are you?”, Tom Brady c’è, e tu? E in un altro spot “Naomi is in? And you?”. Curry, invece, spiegava di non aver bisogno di esperti in moneta digitale perché aveva tutto ciò che gli serviva: comprare, vendere e fare scambi con Ftx. Intanto O’Neal, quattro volte campione Nba, invitava milioni di fan a digitare il codice ‘Shaq’ per guadagnare subito 10 dollari a ogni transazione da 100 sulla piattaforma. L’attore David, invece, era lo sconclusionato personaggio che attraverso la storia, da uomo primitivo a medievale fino ai tempi moderni, si mostrava scettico verso invenzioni come la ruota, la forchetta, la toilette, il computer. E, naturalmente, la criptovaluta. “Non fare come Larry”, era lo slogan finale”. Ora sono circa un milione coloro che chiedono i danni, ma non sarà facile: la compagnia ha dichiarato bancarotta per proteggersi dai creditori e i legali della class action dovranno essere bravi a convincere il giudice della mancanza di buona fede delle star.

L’azione collettiva è guidata dall’avvocato Adam Moskowitz, che ha dichiarato: “E’ ancora molto difficile comprendere che una sola azienda abbia frodato più di 11 miliardi di dollari ai consumatori, tutti dal nostro cortile qui a Miami”. Miami è in assoluto la grande città statunitense più vicina alle Bahamas, dove aveva sede l’exchange. In linea d’aria dista solamente 300 km da Nassau, dove è situato il quartier generale di FTX. 

La proposta di azione collettiva è stata depositata martedì proprio presso il tribunale federale della Florida. 

La Redazione

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