Da Folco Quilici a Lino Banfi. Nella commissione Unesco l’Italia schiera ‘l’allenatore nel pallone’.

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Quando la dura realtà supera la più fervida delle fantasie…è proprio il caso di dirlo! Lino Banfi, alias Oronzo Canà, rappresentante dell’Italia nella commissione Unesco. Lo ha annunciato orgoglioso il vicepremier Di Maio, la mente che ha evidentemente partorito questa decisione (siamo curiosi di sapere chi fossero le altre papabili scelte).

“Ne approfittiamo per dare una notizia all’Italia che a me riempie di orgoglio: abbiamo individuato Lino Banfi perché rappresenti l’Italia nella commissione italiana per l’Unesco. Abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell’Unesco”. Ha annunciato Di Maio all’evento M5S sul reddito di cittadinanza. Quando l’attore pugliese ha ricevuto la notizia pare che abbia posto due condizioni: no inglese e no laurea, solo tanti sorrisi. Certo, perchè dover aver studiato tutta la vita? Perchè conoscere la lingua passpartout nel resto del mondo? Perchè essere preparati culturalmente quando puoi dispensare sorrisi o fare una battuta in canosino?

Ma iniziamo ad analizzare. Che cos’è l’Unesco?
Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, istituita a Parigi il 4 novembre 1946, nata dalla generale consapevolezza che gli accordi politici ed economici non sono sufficienti per costruire una pace duratura e che essa debba essere fondata sull’educazione, la scienza, la cultura e la collaborazione fra nazioni, al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione.

Forse è questo il passaggio principale che manca al nostro caro ministro Di Maio. Forse era assente il giorno in cui a scuola hanno spiegato cosa fosse l’Unesco o, ancora meglio, era troppo impegnato a vedere “L’allenatore nel pallone” che, con la sua Bi-zona anticipò ante litteram lo schema di governo dei due vicepremier.

In un paese come l’Italia, con uno dei più grandi patrimoni artistici e culturali, Da Folco Quilici, scrittore e documentarista famoso in tutto il mondo a Oronzo Canà il passo è breve. In barba a tutti quei giovani intellettuali noiosi, a quei ragazzi che spinti dal sacro fuoco del sapere viaggiano, scoprono, imparano e studiano. In barba a quelle migliaia di menti brillanti che emigrano in Paesi più riconoscenti, a quei patrimoni intellettuali sottopagati con borse di studio mai rinnovate. Di Maio ha deciso di far rappresentare la cultura in Italia da chi preferisce un sorriso alla cultura. E ridiamoci su ..

Denny Pellegrino


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