De Bertoldi (FdI), interrogazione sugli effetti negativi dell’aumento pressione fiscale sul settore giochi

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Il senatore Andrea De Bertoldi (Fratelli d’Italia), sottosegretario della Commissione Finanze, ha presentato un’interrogazione in Senato a Mef e Mise in materia di giochi e contrasto al gap. “Per Fratelli d’Italia – si legge nell’interrogazione – il contrasto al gioco illegale e al triste fenomeno della ludopatia rappresenta una priorità e chiederemo che nella prossima legge di Bilancio siano aumentate le risorse per rendere più efficace l’azione dello Stato. Allo stesso tempo dobbiamo rilevare come l’aumento della tassazione attraverso il preu sul settore dei giochi abbia prodotto due effetti negativi direttamente collegati: l’aumento della disoccupazione conseguente alla chiusura di numerose aziende non più capaci di sostenere una pressione fiscale così forte, e la riduzione di 500 milioni di euro di entrate dalla tassazione sul comparto, certificato dallo stesso ministro Tria. E’ necessario, perciò, che il governo e in particolare i ministri Tria e Di Maio agiscano nella consapevolezza che l’aumento della pressione fiscale non soltanto non ha prodotto lo sperato incremento delle entrate, ma ha anche portato a un drastico calo dell’occupazione. […]Il Ministro dell’economia e delle finanze, – spiega De Bertoldi – nel corso delle procedure informative relative gli esiti del Consiglio dell’Unione europea sui temi di economia e finanza (Ecofin), ha affermato che, nell’ambito delle misure di aggiornamento delle previsioni di entrata e degli stanziamenti di bilancio per il 2019 (contenute all’interno del disegno di legge di assestamento), si evidenzia una riduzione delle entrate del prelievo erariale unico (PREU) nei conti dello Stato pari a circa 500 milioni di euro, derivanti dal settore delle slot machine e videolotterie;

al riguardo ha evidenziato che il documento di bilancio prevedeva un’entrata, per tutto il 2019, di 6.768 milioni di euro e che pertanto il capitolo di entrata è stato corretto a 6.282 milioni di euro; in totale le entrate dai giochi si ridurranno di 1.022 milioni di euro, mentre dal gioco del lotto si attendevano proventi per 475 milioni di euro, al lordo delle maggiori spese per gli aggi da corrispondere ai concessionari e per il pagamento delle relative vincite (per 270 milioni di euro). […]tali osservazioni si inseriscono, a parere dell’interrogante, all’interno di un quadro più complesso e delicato che riguarda il settore dei giochi e scommesse, in relazione all’introduzione di misure legislative evidentemente oltremodo punitive ed esagerate nei confronti del comparto, i cui effetti negativi e penalizzanti rischiano di ripercuotersi fortemente sulla tenuta dei livelli occupazionali, se come confermato da un recente rapporto della Cgia di Mestre circa 17.000 lavoratori del settore potrebbero essere licenziati”.

Nell’interrogazione De Bertoldi quindi chiede di sapere:

“quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere, nell’ambito delle proprie competenze, con riferimento a quanto esposto; se non convengano sul fatto che le criticità richiamate rischiano di determinare gravissimi effetti, sia in relazione agli equilibri di bilancio delle finanze pubbliche, causati dalla riduzione di circa 500 milioni di euro di minori entrate, che nei riguardi dei lavoratori del settore dei giochi e delle scommesse, i cui livelli occupazionali rischiano di essere fortemente ridimensionati; quali iniziative urgenti e necessarie intendano assumere al fine di tutelare i lavoratori del comparto”.

La Redazione

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