Deputati Pd chiedono al ministro Tria confronto per “riforma del settore dei giochi pubblici”

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Riflettori accesi sul mondo del gioco. Sono i deputati Pd (Fregolent, Colaninno, Del Barba, Fragomeli, Librandi, Mancini, Topo e  Ungaro) questa volta a presentare in commissione Finanze, al ministro dell’Economia e Finanze Giovanni Tria, un’interrogazione. “Chiediamo di sapere quali siano i tempi per l’avvio di un proficuo confronto tra gli attori direttamente interessati alla complessiva riforma del settore dei giochi pubblici, anche al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute e dell’ordine pubblico. Il quadro normativo che disciplina il settore dei giochi pubblici – spiegano i deputati Pd – risulta assai complesso in assenza di un testo unico che raccolga le numerose norme e nella precedente legislatura la legge 11 marzo 2014, n. 23, recante la delega fiscale, all’articolo 14, aveva previsto la predisposizione di un codice delle disposizioni sui giochi e un riordino del prelievo erariale sui singoli giochi. Al fine di garantire migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori, la legge di stabilità 2016 ha previsto una intesa, in sede di Conferenza unificata (raggiunta all’unanimità a settembre 2017 dopo un lavoro di dialogo e mediazione tra Governo, regioni, enti locali e società civile), per definire le caratteristiche dei punti vendita per la raccolta del gioco pubblico e i criteri per la distribuzione e concentrazione territoriale dei punti vendita. Durante l’esame del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, cosiddetto decreto Dignità, – si legge ancora nel testo – adottato dall’attuale Governo, il Partito Democratico ha formalmente chiesto il recepimento della citata intesa affinché sull’intero territorio nazionale potesse applicarsi una disciplina uniforme. L’articolo 9, comma 6-bis, del citato decreto, ha invece affidato al Governo il compito di proporre, entro febbraio 2019, una riforma complessiva in materia di giochi pubblici in modo da assicurare l’eliminazione dei rischi connessi al disturbo del gioco d’azzardo e contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell’erario, e comunque tale da garantire almeno l’invarianza delle corrispondenti entrate. La nota di aggiornamento al documento di economia e finanze 2018 – concludono i deputati Pd – prevedeva tra i collegati alla manovra anche la delega per il riordino del settore giochi; nonostante i proclami e la decorrenza del termine per la proposta di riforma scaduto a febbraio 2019, ad oggi non è in discussione alcuna ipotesi di revisione della disciplina di settore; i successivi provvedimenti adottati dal Governo si sono limitati ad aumentare il prelievo unico erariale con una condotta contraddittoria: da un lato, portando avanti battaglie etiche contro il gioco d’azzardo lecito, dall’altro utilizzandolo come fonte di finanziamento per l’attuazione del programma elettorale”.

La Redazione

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