Distante al Senato: tutti gli interventi per sostenere il comparto giochi

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Analisi lucida e asettica quella di Domenico Distante, presidente Sapar, in audizione sul Decreto Sostegni davanti alle Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato.

“Le aziende che rappresentiamo sono state chiuse per un totale di 270 giorni in 13 mesi. Per la sopravvivenza chiediamo l’immediata riapertura, nel rispetto dei protocolli anti contagio. Anche un singolo giorno anticipato di apertura può garantire la sopravvivenza. Il settore garantisce all’Erario 11 miliardi l’anno. Ci sono 150mila lavoratori a rischio disoccupazione. Chiediamo di intervenire sul contributo a fondo perduto previsto dal Dl Sostegni che dovrebbe essere parametrato sul 100% di differenza di fatturato medio tra 2020 e 2019 e senza limite di compensi. Questo almeno per le imprese che hanno subito oltre 250 giorni di chiusura totale tra 2020 e 2021. Poi è necessaria la proroga delle scadenze del Preu, almeno fino al 15 dicembre 2021 con abbassamento dell’1% dell’aliquota esistente. Poi va risolto il problema delle banche – ha aggiunto Distante – che discriminano le imprese del gioco con chiusura o non apertura dei conti correnti. Serve anche la proroga di almeno 36 mesi delle concessioni in scadenza a marzo 2022 o del termine per l’indizione del bando per la nuova concessione in quanto l’assetto previsto dalla Legge di Bilancio 2020 era già fortemente discriminatorio per le imprese di gestione e rischia di risultare insostenibile. Necessaria anche la proroga del termine previsto per il 30 giugno 2021 sulla modifica della percentuale minima di restituzione a vincita degli apparecchi Awp. Un altro problema è dato dalla necessaria sospensione degli obblighi della regolarità fiscale e contributiva, che continuano ad essere richiesti dalle Questure per il mantenimento della licenza. Per i locali chiusi da almeno 250 giorni andrebbero sospesi i canoni di locazione o ci vorrebbe un credito d’imposta pari al 100%. Chiediamo la proroga delle scadenze per il rinnovo dell’iscrizione al registro degli operatori Ries e per gli apparecchi di puro intrattenimento come flipper, videogiochi e calciobalilla chiediamo, ove possibile, che per il 2021 non si paghi nulla o si metta in compensazione quello che si è pagato nel 2020 per attività che poi a conti fatti sono rimaste chiuse. Infine va risolto il problema delle leggi regionali basate sul distanziometro, serve un riordino nazionale del settore. Aiutateci, siamo al collasso, aziende storiche rischiano di sparire per sempre”.

La Redazione

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