Dl liquidità, Procuratore De Raho: “Alto rischio di infiltrazione criminalità”

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“Il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nel sistema economico finanziario è alto e su questo terreno vanno potenziati i meccanismi di controllo per individuare soggetti potenzialmente pericolosi”. E’ quanto ha dichiarato in audizione alla Camera il Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, sottolineando come sia “essenziale che si introduca in sede di conversione del Dl liquidità un altro strumento, la tracciabilità dei flussi finanziari, una norma già introdotta sugli appalti delle opere pubbliche, in base a cui tutti i movimenti finanziari devono essere registrati su conti correnti dedicati e la movimentazione di denaro deve avvenire esclusivamente con bonifico bancario o postale per consentirne la tracciabilità”. La preoccupazione di De Raho sulle probabili infiltrazioni della criminalità organizzata deriva dal fatto che “Con decreto legge il Governo ha messo in campo 400 miliardi di euro per finanziamenti in grado di assicurare la liquidità necessaria alla ripresa economica del Paese, ma non si fa alcun cenno a meccanismi di controllo e verifica, ad eccezione dell’art 13 comma 5 che prevede, per chi accede al fondo di garanzia per le PMI, che l’aiuto sia concesso sotto condizione risolutiva anche in assenza della documentazione antimafia, ma se in seguito si accertano cause interdittive, è disposta la revoca del finanziamento. Si tratta di un’operazione fiduciaria di massa, a fronte di urgenza di immettere liquidità, ma serve verificare la correttezza delle richieste di accesso, assicurando coerenti modalità di impiego delle risorse ottenute“. E ancora il procuratore De Raho spiega: “Inoltre c’è l’esigenza della conoscenza dell’organigramma dei soggetti economici che richiedono finanziamenti, con nomi cognomi e codici fiscali dei componenti dell’imprese e delle società. E’ condivisibile l’accesso al credito con binario parallelo di controllo, ma sia un controllo serio a 360 gradi, che consenta di approfondire ogni singola posizione: i tempi dipenderanno anche dalla priorità negli interventi e dagli accertamenti che verranno effettuati per scaglioni, a seconda dell’ampiezza del finanziamento, senza dimenticare che la Direzione nazionale antimafia dispone nella lotta alla mafia sia del servizio centrale della PS sia dei Carabinieri sia della Gdf. Questo lavoro di raffronto la direzione nazionale già lo esplica per segnalazioni di operazioni sospette antiriciclaggio, che sono oltre 100 mila l’anno”.

La Redazione

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