Dopo Gori, Cardia (Acadi): “L’inattuazione del riordino settore del gioco è un favore servito sul piatto d’argento all’illegalità”

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Dure polemiche sull’inattuazione, da parte dell’attuale Governo, del riordino del settore del gioco stipulato in Conferenza unificata nel settembre del 2017. A tal proposito qualche giorno fa il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, da anni in prima fila nel contrasto al gap e fra i principali sostenitori dell’accordo aveva dichiarato: “L’accesso in tempo reale ai dati di consumo di gioco era uno dei punti contenuti nella proposta di riordino dei giochi approvata dalla Conferenza Stato-Regioni nell’autunno 2017, insieme all’obbligo di utilizzo della tessera sanitaria per abilitare l’accesso alle slot (AwpR) e alle videolottery (Vlt) e, soprattutto, per la prima volta, alla sensibile riduzione dell’offerta attraverso il dimezzamento dei punti di gioco sul territorio. Che ne è di quell’accordo? Era stato approvato da tutte le parti politiche, eppure se ne sono perse le tracce. Il Governo Gentiloni non lo ha mai finalizzato e da quando è in carica il Governo Lega-5Stelle non se n’è più sentito parlare”.

A fargli eco, ma sostenendo l’importanza del gioco legale sul territorio, il presidente Acadi, Geronimo Cardia: “Al ragionamento proposto dal sindaco di Bergamo Gori, va aggiunto che, in realtà, l’intesa prevedeva che fosse garantita una presenza del gioco pubblico, ridotta, ma capillare, con l’adeguamento da parte di Regioni ed enti locali per la rimozione dell’effetto espulsivo. La sua inattuazione è pertanto un favore servito sul piatto d’argento all’illegalità. 
Prevedere un dimezzamento dell’offerta pubblica, come auspicato da Gori, senza rimuovere gli errori tecnici delle leggi regionali attuali, che di fatto la annientano, significa confermare l’apertura delle porte ad offerte parallele e illegali, per la soddisfazione di una domanda di gioco che comunque esiste e sempre esisterà. La vera sfida è rimuovere gli errori tecnici, diradare l’offerta pubblica, assicurando la sua presenza capillare, qualificare con sapienza l’offerta, attraverso prodotti regolari e ben controllati e qualificare la domanda di gioco con ogni mezzo di informazione e dissuasione”.

La Redazione

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