Endrizzi (M5S): “Per Agcom l’azzardo è ancora un gioco”

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Ritorna all’attacco dell’Agcom il senatore cinquestelle Giovanni Endrizzi che, sul blog del Movimento (https://www.ilblogdellestelle.it/2019/07/per-lagcom-lazzardo-e-ancora-un-gioco.html) apre una polemica durissima con l’Antitrust accusandola di ritardi nella vigilanza e di aver alla fine adottato linee guida “basate su prassi e opinioni delle lobby”.

L’Agcom da tempo mira dei pentastellati, e denunciata dal Codacons per istigazione al gioco d’azzardo (http://cifonenews.it/il-codacons-denuncia-agcom-tutela-la-lobby-dei-giochi/) avrebbe dovuto nelle sue linee guida regolamentare il divieto di pubblicità previsto dal decreto Dignità e ormai in vigore. A tal proposito Endrizzi ha dichiarato: “Il decreto Dignità non ci ha permesso solo di aumentare i posti di lavoro, aveva anche un altro fondamentale obiettivo: fermare la pubblicità del gioco dell’azzardo. A un anno dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, però, questo obiettivo appare minato perché l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) nelle linee guida emanate per attuare il provvedimento ne stravolge totalmente il senso. Ho depositato un’interrogazione ai ministri competenti perché è assolutamente urgente intervenire con una specifica disposizione e ripristinare una volontà che è quella di tantissimi italiani e della società civile: fermare la pubblicità del gioco d’azzardo. L’Agcom doveva vigilare da subito sull’attuazione del divieto almeno per i nuovi contratti, invece ha atteso quattro mesi per dire che non sapeva come interpretare una legge che a qualsiasi cittadino appare cristallina. Passano altri mesi e infine delibera linee guida basate su opinioni e prassi delle lobby. Linee guida che aprono la via per stravolgere lo spirito del Decreto Dignità con il rischio, peraltro, che si aprano vere e proprie autostrade a contenziosi. Il Governo era stato chiaro: basta pubblicità sul gioco d’azzardo! L’Agcom invece, in scadenza di mandato dei suoi vertici, non è così chiara, si è sostituita al potere legislativo e tergiversa su un’indicazione che non aveva bisogno di letture particolari. E’ il momento di intervenire per impedire questa deriva con atti ministeriali e norme interpretative autentiche e inserire clausole chiare e ferree anche nei bandi per le concessioni. Per l’Agcom l’azzardo è ancora un gioco. Per il MoVimento 5 Stelle non lo è mai stato”.

La Redazione

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