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Chi difende i casinò dai minorenni?

4 settembre 2018

Posted by Giampiero Moncada

D’accordo, il titolo è provocatorio, ma la notizia è proprio come quella proverbiale dell’uomo che morde il cane: un 17enne finlandese è riuscito a rubare qualcosa come 132mila euro a un casinò on line!

Va subito detto che il giovane hacker è stato condannato a 20 mesi di carcere, anche se non andrà dietro le sbarre perché la pena è stata sospesa con la condizionale. Inoltre, bisognerà vedere se la condanna verrà confermata in appello e, comunque, la cifra è stata interamente recuperata e il piccolo delinquente dovrà anche pagare 3mila euro di spese legali all’operatore di gioco.

Di contro, anche i genitori del ragazzo sono stati giudicati e condannati: con l’accusa di riciclaggio aggravato sono stati condannati il padre a cinque mesi di carcere e la madre a 60 giorni. E non perché avrebbero omesso i controlli sul comportamento del figlio, ma perché (da quello che si apprende dalle notizie giornalistiche) avrebbero incassato rispettivamente 14.500 e 7.300 euro. Una parte molto modesta, viene subito da dire, rispetto al bottino di oltre 130mila euro che aveva racimolato il vivace pargolo.

Nessun dubbio, quindi, che i minorenni sono dei soggetti deboli di fronte al gioco d’azzardo, che oggi li raggiunge soprattutto on line. Ma alcuni di questi minorenni, proprio per la loro dimestichezza con la tecnologia, possono costituire una minaccia da non sottovalutare per gli operatori di gioco!

Sulla tecnica utilizzata per mettere a segno i furti (si è trattato di operazioni ripetute nel tempo) non ci sono molti dettagli. Comunque, il giovane hacker-giocatore ha scoperto un bug nel software dell’operatore on line, che opera con licenza maltese, grazie al quale poteva dirottare le vincite di altri giocatori su un diverso conto. Così, ha aperto un apposito conto gioco sul quale ha iniziato a fare accreditare le somme vinte da altri giocatori con ben 417 diversi trasferimenti.

Insieme alla indiscutibile abilità informatica, il giovane finlandese ha dimostrato anche una notevole ingenuità. Le sue operazioni illecite, infatti, sono state fatte senza utilizzare alcun accorgimento per evitare di essere identificato. Hanno avuto gioco facile i tecnici dell’operatore on line, una volta che le distrazioni finanziarie sono state segnalate dai giocatori, nell’individuare quale strada avessero preso i soldi sottratti ai loro fortunati clienti. Resta da vedere se, dopo aver pagato il suo debito con la giustizia, il giovane finlandese non si ritrovi anche un’offerta di lavoro: per le aziende informatiche, i loro peggiori nemici possono diventare dei collaboratori preziosi, perché hanno dimostrato di conoscere le vulnerabilità dei loro sistemi meglio dei loro stessi programmatori.

Riceviamo da: Giampiero Moncada e pubblichiamo

La Redazione

 

 

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