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Parlati (Confindustria): “Costruttori e gestori in crisi, urge confronto con Governo”

Il prossimo passaggio politico-istituzionale sembra imminente, con il varo del “decreto Dignità”: «Il nome ci piace molto, chiediamo dignità per un settore fatto di persone perbene. C’è un pregiudizio evidente verso gli operatori ma basterebbe entrare in una delle nostre aziende per capire quale valore rappresentiamo. Noi e i gestori rappresentiamo la prima frontiera per il consumatore, però da tre anni siamo completamente fermi dal punto di vista produttivo. Il settore della costruzione apparecchi è fermo da quando fu lanciata l’idea di una slot 3.0: gli investimenti in innovazione tecnologica, utilizzando i principi del decreto uscito un po’ di tempo fa, sono stati realizzati ma nulla si è mosso. Il costo di sviluppo del progetto è di almeno 250mila euro, mentre ogni certificazione costa tra 20 e 25 mila euro. La situazione si è aggravata con la riduzione del parco macchine e il cambio del Governo».

Il cambio delle macchine potrebbe però rappresentare uno snodo fondamentale per l’industria: «Sì, va bene discutere l’applicazione di norme su distanze e orari ma parliamo anche di alternative tecnologiche. – prosegue ancora Parlati – Sul tema degli apparecchi innovativi, Confindustria-SGI è stata la prima a presentare proposte diversi anni fa. Siamo ben disposti a confrontarci sul tema della sicurezza, realizzando un prodotto che risponda subito alle esigenze dell’opinione pubblica: tutela dei minori e del consumatore, lotta all’illegalità. Mettiamoci attorno ad un tavolo, senza contrapposizione. Il nostro obiettivo è tenere in vita le nostre imprese, per questo ci occorre una guida. I nostri migliori costruttori stanno chiudendo o mettendo in Cassa integrazione i dipendenti, proprio a causa dell’incertezza generale. Dall’Emilia Romagna al Piemonte, per passare ad altre regioni: il caos è sotto gli occhi di tutti. Le Slot di terza generazione – tre anni fa – erano un progetto interessante ma che adesso va riaggiornato, garantendo al consumatore un intrattenimento sicuro e controllato. La macchina può dare messaggi, gestire tempi di gioco, limitare la spesa, riconoscere l’età del giocatore: l’importante è si riapra la discussione e che non ci sia pregiudizio da parte istituzionale, non lo meritiamo. Chiederemo subito di incontrare il sottosegretario Mef con delega ma una cosa posso già dirla: mi fa piacere – in ogni caso – che nel primo decreto del governo ci possa essere anche il gioco. E’ un elemento positivo, che può aprire ad un confronto costruttivo tra le parti».

/Fonte: Agipro, A. Bargelloni

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