Horse Angels: “Per l’ippica il cavallo è un mero prodotto”.

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“Per l’ippica il cavallo è un mero prodotto. I cavalli utilizzati per correre possono essere registrati come prodotti alimentari ed essere macellati quando inutili alle scommesse sportive”. E’ la denuncia di Roberta Ravello dell’associazione Horse Angels che prende posizione sull’imminente incontro al Mipaaf con gli operatori ippici, sottolineando come il ministro Teresa Bellanova “per il momento non sembra voler ricevere, invece, le associazioni di tutela equina che si occupano di promuovere la legalità e la trasparenza dell’ippica. Sarebbe auspicabile, perché le sigle di ippica convocate hanno sicuramente a cuore il salvare il business dell’ippica, ma è molto meno chiaro se abbiano a cuore di salvare la vita dei cavalli sulla cui pelle organizzano corse e scommesse. Per l’ippica il cavallo è un mero prodotto. I cavalli utilizzati per correre possono essere registrati come prodotti alimentari ed essere macellati quando inutili alle scommesse sportive. Intanto – prosegue la nota – hanno dato farmaci, se non doping, con la totale assenza di controlli in allevamento per verificare se tali trattamenti sono compatibili con il destino dei cavalli quali alimento. Controlli che il PQAI6, dipartimento tutela del cavallo sportivo del Mipaaf  (nella persona del referente dott. Luigi Ricci) ha anticipato direttamente al lrpt Horse Angels (nel corso di un confronto telefonico avvenuto in questi giorni), sono in programma di partire dal primo di gennaio 2020, come più volte chiesto sia da Sergio Celin, del Comitato padovano contro il doping e la macellazione del cavallo da corsa, sia da Horse Angels ODV, organizzazione per la tutela giuridica di animali e ambiente, ma in particolare dei cavalli. Ricordiamo – conclude Horse Angels – che ancora in Italia non esiste alcun programma strutturale, finanziato con i soldi dell’ippica, per la tutela dei cavalli alla fine del loro percorso lavorativo negli ippodromi, percorso di sicuro non retribuito ai cavalli con un trattamento pensionistico a fine carriera. E in questa situazione, pretendere almeno la legalità e la trasparenza nella tracciabilità dei farmaci e nella tracciabilità dei cavalli negli allevamenti ippici è il minimo sindacale e, anzi, fin troppo poco. E neppure quello, purtroppo, è garantito”.

La Redazione

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