Il gambling live su Twitch. Lo streamer al Fatto: “Mi hanno offerto tanti soldi per dirette di casinò”

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Il gambling acquista sempre più terreno su Twitch, piattaforma live streaming di Amazon. A farne un analisi dettagliata della gravità del fenomeno che coinvolge anche minorenni, dato che su Twitch ci si può iscrivere dai 13 anni, è il Fatto Quotidiano. “Questa primavera, durante una diretta Twitch, piattaforma live streaming di Amazon, arriva una telefonata ad uno streamer americano e una voce preoccupata chiede: “Félix stai bene? Ho letto delle tue perdite al casinò. Come ti senti? Devo preoccuparmi?”. Il ragazzo in questione è Félix Lengyel, in arte xQc, uno dei più grandi content creator del mondo e a chiamare, con voce preoccupata, è suo padre. Qualche giorno prima Félix, in un’intervista, aveva parlato della sua ossessione per il gioco d’azzardo online e di perdite per 1,85 milioni di dollari in un mese. In diretta lo streamer rassicura il padre dicendo che “può permetterselo” perché i suoi guadagni sono di decine di milioni di dollari. Ma lui non gioca d’azzardo solo in privato, lo fa in diretta di fronte a centinai di migliaia di giovani e sponsorizzato dalle case da gioco. In Canada, da dove trasmette (prima lo faceva dal Texas), la legge glielo consente. Il caso è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno, quello del gambling – gioco d’azzardo – trasmesso sulla nota piattaforma viola, che negli ultimi due anni è cresciuto a tal punto da avere investito Stati dove le sponsorizzazioni online sono vietate, investendo anche un pubblico minorenne”.

Ma come funzionano questi accordi tra società di gioco e influencer? I giornalisti del Fatto lo hanno chiesto proprio ad uno streamer: “Sono stato contattato per fare stream di casinò e gioco d’azzardo online con la proposta di essere pagato. Nel messaggio mi dicevano si trattava di tanti soldi – dichiara al Fattoquotidiano.it Alessandro Nannipieri (alias NanniTwitch) –. Avrei dovuto giocare in live tot volte a settimana, da concordare, mi avrebbero dato un budget da giocare in una decina di siti legali tra i più conosciuti, l’unica cosa che avrei dovuto fare è mettere un link in chat che rimanda a questi siti. Oltre al budget da giocare, c’erano per me 50 euro ogni account aperto tramite il link che avrei dovuto inserire e la cosa più incredibile – aggiunge lo streamer toscano – è che avrei avuto un utile del 20-25% dei soldi ricaricati su quegli account che il mio pubblico avrebbe creato. Più loro giocavano più avrei guadagnato”. Un altro streamer, IlGabbrone, ha dichiarato più volte di avere problemi di dipendenza, di riconoscere di essere un ludopatico e di giocare migliaia di euro anche fuori dalle live. Nonostante ciò ha continuato a portare in maniera assidua questo tipo di “contenuto”, spesso incentivato dal suo stesso pubblico. “Io tendo a sottolineare che questa è una proposta fatta a me – continua Alessandro – quindi non so di altre proposte e non so se sia una proposta standard. Inoltre non essendo una sponsorizzazione dichiarata, perché noi siamo obbligati come creator per legge a mettere l’hashtag adv per dichiarare che non sia pubblicità occulta, non sarebbe risultata come adv”. Le dirette di casinò portano anche pubblico a canali che altrimenti non avrebbero quegli stessi numeri: “Avendo una media di 1200-1500 spettatori, con una live di casinò magari ne faccio 4-5 mila – conclude Alessandro – vuoi che tra quelle non ce ne sono cento che si iscrivono tramite il link? Già così sarebbero 5 mila euro. In più guadagnerei a vita da quegli account”.

In Italia l’attuale legislazione vieta a chi non ha compiuto 18 anni di poter aprire un account dai vari siti online esistenti. Tuttavia i numeri del gioco d’azzardo sono importanti: l’Istituto Superiore di Sanità stima che nel nostro Paese l’azzardo è un’attività che coinvolge una popolazione di circa 5,2 milioni ‘abitudinari’ di cui circa 1,2 milioni sono considerati problematici, ovvero con dipendenza. Il giro d’affari, online e non, si aggira sui 110 miliardi di euro all’anno. Un’espansione senza pari se si pensa che nel 2008 il giro d’affari era di circa 47 milioni di euro annui. “Nel 2020 il numero dei nuovi conti di gioco è aumentato del 30,20% per gli uomini e del 35,49% per le donne – si legge nel Libro Blu dell’Agenzia delle dogane e Monopoli -. L’incremento maggiore si registra per la fascia d’età tra i 18 e i 24 anni pari a 1.213.878 nuovi conti su 2.724.793 totali attivi. Mentre tra i 25-34 anni sono 1.172.104 su 4.040.985”.

La Redazione

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