Il gioco pubblico non riapre: l’ira di Domenico Distante (Sapar)

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Dal 26 aprile l’Italia tornerà lentamente alla normalità con riaperture graduali delle attività sul territorio. E’ quanto ha deciso il governo Draghi. Tutto però, tranne il gioco pubblico. Di qui l’ira degli addetti al settore, primo fra tutti il presidente Sapar, Domenico Distante che ha definito la situazione “inaccettabile”. E con riferimento al Piemonte ha aggiunto: “la situazione sta assumendo dei connotati imbarazzanti. Il dibattito è decisamente assurdo e a tratti anche ridicolo, oltre ad essere – a mio giudizio – vergognoso, visto che si prendono decisioni puramente ideologiche condannando imprese, lavoratori e famiglie. Anzi, peggio ancora, si sceglie di non decidere, visto che nessuno sembra essere in grado di assumersi la responsabilità, in Regione, di invertire la rotta pur essendo ormai palese che la legge locale non ha portato alcun beneficio e, anzi, ha fatto riemergere l’illegalità oltre a uccidere le imprese”. “Il nostro settore viene ancora una volta discriminato e stavolta in modo ancora più incomprensibile, visto che abbiamo dimostrato in tutti i modi che i nostri locali sono in grado di garantire livelli di sicurezza elevati e ben oltre rispetto a tante altre attività che sono già riaperte o che lo sono sempre state. Purtroppo – conclude Distante – sia nel caso delle Regioni che della politica centrale non ci si rende conto o si vuole forse far finta di non vedere che dietro a certe decisioni puramente ideologiche si hanno conseguenze molto concrete e anche gravi, che porteranno alla rovina di tante imprese e quindi di famiglie. Ma ancora una volta si sceglie di chiudere gli occhi e di lasciare che accada”.

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