Inchiesta “Follow the Money”. Mozione parlamentare per dimissioni Durigon

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Non si placa la bufera sul caso Durigon, sottosegretario all’Economia in quota Lega con delega al gioco, sollevata dall’inchiesta giornalistica “Follow the Money” di Fanpage. Depositata in Parlamento una mozione per chiederne le dimissioni, il Movimento 5 Stelle cerca di fare chiarezza su una questione che, se fosse confermata, risulterebbe gravissima. Nella mozione infatti si ricordano i rapporti opachi tra la Lega e il sindacato Ugl, di cui Durigon era vicesegretario prima di scendere in politica. Si sottolineano le contestazioni sull’effettiva consistenza degli iscritti alla confederazione sindacale. Si ripercorrono le relazioni del sottosegretario con ambienti contigui alla malavita nella provincia di Latina, ma soprattutto nel testo sono citati due passaggi delle parole di Durigon registrate da Fanpage.it. “Il primo è la promessa di nomine pubbliche nella Regione Puglia (in caso di vittoria elettorale, poi non avvenuta), per placare le contestazioni di ex compagni del sindacato. Il secondo è quello che ha fatto più scalpore a livello mediatico, ovvero la frase “Quello che indaga della Guardia di Finanza…il generale…lo abbiamo messo noi”. Il riferimento di Durigon all’inchiesta della procura di Milano a carico tre commercialisti vicini al partito di Salvini, sul caso della Lombardia Film Commission e del presunto riciclaggio di parte dei 49 milioni, oggetto di truffa sui rimborsi elettorali alla Lega”. (https://www.fanpage.it/politica/il-caso-durigon-arriva-in-parlamento-ecco-la-mozione-che-chiede-le-dimissioni-del-sottosegretario/)

Intanto i pentastellati continuano a chiedere chiarezza alla Lega. “Sbaglia di grosso Matteo Salvini se pensa di liquidare la vicenda emersa dall’inchiesta di Fanpage – e che vede coinvolto il suo fedelissimo Claudio Durigon – con una battuta ironica o affermando en passant che il sottosogretario al Mef avrebbe dichiarato chiaramente il falso”, affermano ora i deputati e le deputate del M5s in Commissione Esteri.

“La questione per noi è tutt’altro che chiusa. Se con le parole ‘Quello che indaga sulla Lega l’abbiamo messo noi’ Durigon dice veramente il falso, perché lo fa? Perché gettare fango sulla Guardia di Finanza? E ancora: perché Durigon lascia intendere una nomina in Puglia per una persona che sarebbe compromessa con la giustizia?”, aggiungono i parlamentari Cinque Stelle. Per poi sottolineare che, nonostante siano ormai passati diversi giorni dalla pubblicazione della nostra inchiesta, i chiarimenti richiesti alla Lega da più parti politiche non sono ancora arrivati: “Sono passati diversi giorni dall’inchiesta di Fanpage e la Lega non ha ancora spiegato nulla, nemmeno il suo rapporto economico e politico con il sindacato Ugl. Oltre a minacciare querele o a nascondersi dietro silenzi, Salvini e Durigon ci vengano a raccontare la verità: pretendiamo chiarezza. Basta scappare”.

E ancora, in una nota i parlamentari Cinque Stelle Francesco Silvestri e Giovanni Endrizzi affermano: “Ormai sembra chiaro che la Lega ha deciso di adottare la strategia del ‘fare finta di niente’. Eppure gli interrogativi sorti dopo l’inchiesta giornalistica di Fanpage, che ha fatto emergere in maniera lampante comportamenti poco chiari e parole inappropriate del sottosegretario al Mef Claudio Durigon, meritavano altre e più tempestive risposte”. Infine, il deputato M5s in Commissione Bilancio Giuseppe Buompane conclude: “Per ora l’unica replica attribuita a Durigon fa riferimento a ‘decine di querele’ che starebbe depositando il suo legale, mentre Matteo Salvini, leader del suo partito particolarmente vicino al sottosegretario, ha definito chiaramente falsa la frase ‘quello che indaga della Guardia di Finanza, il generale…lo abbiamo messo noi, per questo siamo tranquilli’ pronunciata da Durigon. È incredibile che né il presunto autore della frase né il suo capo di partito abbiano qualcosa da aggiungere”. (https://www.fanpage.it/politica/inchiesta-fanpage-m5s-salvini-e-durigon-raccontino-verita-pretendiamo-chiarezza-basta-scappare/).

La Redazione

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