Indagine Quaeris: “Per contrastare gioco serve informazione e prevenzione”

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“Dall’indagine emerge innanzitutto che il campione intervistato non crede molto all’efficacia di divieti e restrizioni e noi questo possiamo misurarlo tutti i giorni con l’applicazione del divieto di pubblicità, che non soltanto non è servito al contrasto alla ludopatia, ma ha addirittura favorito l’emersione dell’illegalità nell’ambito del gioco online”. Così Moreno Marasco, presidente Logico commenta l’indagine demoscopica ‘Gli italiani e il gioco d’azzardo’ realizzata da Quaeris e presentata a margine dell’evento ‘Gioco legale la necessità di riordino’ organizzato dall’istituto Milton Friedman insieme con Associazione Italiana Esercenti Giochi Pubblici (EgpSipe), Sindacato Totoricevitori Sportivi e Federazione Italiana Tabaccai. “E più che restrizioni dall’alto – prosegue Marasco – molto più efficace può rivelarsi l’autoesclusione dell’utente dal gioco o da alcuni tipi di giochi. Crediamo anche noi, come del resto i promotori del convegno di oggi, che introdurre la misura del registro delle autoesclusioni possa dare ottimi risultati anche al gioco fisico, come avviene nell’online già da diversi anni. ‘Il gioco a distanza – conclude Marasco – è meno conosciuto rispetto a quello terrestre ma utilizza da tempo strumenti molto validi per impedire l’accesso ai minori e contrastare il riciclaggio e il gioco problematico”.

Effettivamente dall’analisi demoscopica indipendente eseguita dall’Istituto Quaeris, emerge che “Per contrastare il disturbo da gioco per il 70 percento degli intervistati serve informazione e prevenzione, il resto punta su restrizioni e divieti. Il 66,7 percento di loro non conosce personalmente giocatori patologici; gli altri sì, ma il 50 percento di questo cluster ne conosce solo uno”.

Quali tra queste offerte di gioco preoccupa maggiormente i cittadini? Nel 44,5 percento dei casi il gioco illegale, per il 35,5 percento il gioco online e i restanti ‘temono’ il gioco legale nei locali pubblici.Tre quarti degli intervistati, invece, hanno reputato affidabile l’offerta legale dello Stato.Addirittura l’81,8 percento ritiene che un registro di esclusione dei giocatori problematici nelle sale legali sia una misura utile di contrasto.Le priorità per gli intervistati sono il contrasto all’illegalità- per il 41,3 percento – mentre per il 34,8 percento vanno aumentate l’informazione e la prevenzione e per il 23,9 percento va combattuto il gioco patologico”.

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