Kessler (Adm): “In Italia 1,5 milioni di giocatori problematici»

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«Su 18,5 milioni di italiani che hanno giocato nell’ultimo anno, 1,5 sono giocatori problematici e 1,4 milioni sono a rischio moderato. Tra gli 1,5 milioni di giocatori problematici, il 50% ha giocato alle Awp, il 33% alle Vlt e l’11% alle scommesse virtuali». Lo ha detto Giovanni Kessler, direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso dell’incontro sul futuro dell’industria del gioco legale, tenuto questo pomeriggio a Roma in Confindustria.
Kessler ha anticipato i risultati della ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, commissionata da Ministero dell’Economia e Agenzia delle Dogane, su 12mila intervistati, e che sarà pubblicata a settembre 2018.
Kessler ha poi puntato i riflettori sul problema della riduzione delle AWP, le slot machine di ultima generazione: «Il tema della localizzazione delle Awp sarà una chiave per il futuro. Le Awp sono a rischio per la dipendenza e per la vicinanza dei minori, sono state ridotte di numero, ma forse il processo non è finito. Bisogna chiedersi dove metterle. Ci vuole un piano complessivo che impedisca ai giovani di avvicinarsi e consenta di intervenire su chi è dipendente. Su online e Vlt che hanno un sistema di tracciamento più efficace, si possono fare degli interventi, mentre sulle Awp attualmente è più difficile, magari in futuro con le Awpr sarà più facil. Siamo disponibili a collaborare, Adm deve garantire legalità e raccolta erariale di un mercato sensibile come quello dei giochi. Naturalmente non siamo noi a stabilire gli indirizzi politici che appartengono al Governo e al Parlamento. Noi da parte nostra eseguiamo, e attuiamo gli indirizzi indicati, ovviamente contribuendo con vari dati e notizie sulle scelte da compiere. Questo Governo già dai suoi primi giorni di attività ha espresso il suo pensiero sul settore, come avevano fatto anche i Governi precedenti, in particolare sul tema della lotta al gioco patologico. E »ci sono ragioni per il Governo per avere questa posizione così forte sul tema.
Tra i giocatori problematici, infatti, il 50% ha giocato alle Awp, il 33% alle Vlt e l’11% alle scommesse virtuali. «L’intervento più urgente è quello sui giochi più problematici, in ogni caso ci vorrà una politica nazionale, visto che anche noi come Adm abbiamo difficoltà a dare concessioni che hanno un forte impatto economico e che non possono essere localizzate sul territorio».
Sul fronte del gioco illegale, ha concluso il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, occorre «rafforzare gli interventi. Entro la fine dell’anno ci sarà un’unica Direzione Antifrode e Controllo con più personale, e in prima battuta si penserà a una politica sanzionatoria più efficace, ma ci sono anche altri strumenti. Senza dimenticare che nei luoghi autorizzati, spesso, avvengono giocate non legali».
/Fonte: Agipronews, A. Bargelloni

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