La Lega chiede le riaperture. Garavaglia: “Abbiamo il dovere di aprire”

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La Lega continua a premere per le riaperture, così come ha spiegato il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, a ‘Porta a Porta’ su Rai1: “Le riaperture? La questione è semplicissima: c’è un mondo che il 27 del mese ha lo stipendio assicurato e il problema non se lo pone, potrebbe stare chiuso in eterno. Chi, invece, ha uno stipendio se lavora, altrimenti non ce l’ha, ha un problema. Quindi, è nostro dovere guardare i dati. Se i dati danno le condizioni per aprire in sicurezza, appena si può, si apre in sicurezza. Guardare i dati? C’è chi lo fa di mestiere. Però va fatto, perché la nostra responsabilità è anche dare una risposta a questi cittadini. È troppo facile dire: prendiamoci tutta la prudenza del mondo. Certo, ma siamo assolutamente d’accordo che dobbiamo averla. Ma anche dobbiamo guardare la sofferenza di chi il 27 lo stipendio non ce l’ha. Guardando i dati, con serietà e sicurezza, appena ci sono le condizioni, abbiamo il dovere di aprire”.

Stessa linea aperturista la segue il leader della Lega, Matteo Salvini, che, con tanto di proposta ufficiale da presentare nei prossimi giorni al presidente del Consiglio, Mario Draghi, spiega: “Riaperture in sicurezza, dove i dati lo consentono, e nuovi protocolli per rivedere il numero di accessi in teatri e impianti sportivi, senza dimenticare palestre, bar, ristoranti e negozi”. Non una riapertura senza regole, quindi, ma il leader della Lega chiede esplicitamente l’elaborazione di nuovi protocolli per accessi limitati nei bar, nei ristoranti, nelle palestre, ma anche nei teatri e negli impianti sportivi. In un’intervista al Corriere della Sera, Salvini ha spiegato come ci siano Regioni in cui la situazione è più tranquilla e lì, secondo lui, si deve ripartire: “Riaprire in questi territori non è un capriccio di Salvini, ma la risposta a un’emergenza economica drammatica”. E riferendosi al ministro della Salute, Roberto Speranza, aggiunge: “Sulle riaperture mi è sembrato di parlare con una parete. Se Speranza dopo Pasqua continuerà a intestardirsi sul rosso a prescindere dai dati farà un torto agli italiani. È una scelta politica e ideologica. Probabilmente qualcuno preferisce tenere tutto chiuso per scelta ideologica, a prescindere. Sono stufo di scelte ideologiche e politiche sulla pelle degli italiani”.

La Redazione

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