Lazio, 80 furti di cavalli di razza in sei mesi. Calabria (FI): “Quali iniziative il Governo intende intraprendere?”

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Grande preoccupazione per gli innumerevoli furti di cavalli di razza avvenuti negli ultimi mesi nella zona di Ladispoli, in Lazio. A presentare un’interrogazione a riguardo Annagrazia Calabria (FI), presidente della commissione Affari istituzionali alla Camera” Negli ultimi sei mesi nel nord del Lazio nella zona che dalla costa, intorno a Ladispoli, si estende fino al lago di Bracciano, sono stati rubati circa 80 cavalli; secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni, a entrare in azione sarebbe una banda composta da almeno cinque persone più un autista. Rileva come il timore dei numerosi allevatori colpiti dai furti è che gli animali siano destinati a un giro di macelli clandestini. Evidenzia inoltre che molti dei cavalli rubati sono da sella e di razza, utilizzati soprattutto per attività con principianti, bambini e disabili, svolgendo quindi un’importante funzione sociale. Dopo aver osservato che i cavalli rubati sono tutti non destinabili all’alimentazione umana, fa notare che molti dei cavalli rubati sono stati trattati con medicinali veterinari estremamente pericolosi e qualora gli animali fossero destinati clandestinamente alla macellazione e, quindi, all’alimentazione umana causerebbero gravi danni alla salute pubblica. Rileva quindi che il furto di cavalli e di bestiame, un tempo regolamentato dalla legge sull’abigeato, è stato depenalizzato, e chiede se e quali iniziative il Governo intenda intraprendere per arginare questa ondata di furti, ripristinando in particolare condizioni di sicurezza nell’area”.

All’interrogazione di Annagrazia Calabria ha risposto il sottosegretario del ministero dell’Interno, Carlo Sibilia: ” La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia ha avviato un’indagine nel cui ambito sono in corso specifiche attività investigative da parte del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf), in collaborazione con le compagnie carabinieri di Bracciano e Civitavecchia. Quanto alle iniziative intraprese per contrastare il fenomeno, nell’ambito della generale attività di prevenzione e contrasto ad ogni forma di criminalità, l’Arma dei Carabinieri ha dedicato particolare attenzione alle fattispecie criminose in parola predisponendo specifici servizi di pattuglia e periodici servizi coordinati. In tale contesto, avvalendosi della collaborazione dei reparti specializzati del Comando tutela della salute, del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari e dei medici veterinari dell’Asl della Regione Lazio, sono stati intensificati i controlli presso macellerie, mercati delle carni in genere, imprese agricole, maneggi e circoli ippici, al fine di accertare eventuali irregolarità amministrative riguardo la provenienza e la commercializzazione per uso alimentare di carne animale, specie quella equina. Sono state, inoltre, poste in essere  -continua Sibilia – verifiche circa le condizioni di trasporto di animali vivi, anche al fine di accertare la presenza del microchip identificativo. Le suddette attività hanno consentito, allo stato attuale, di elevare complessivamente sanzioni amministrative per un totale di 19.300 euro. Al fine di fornire un inquadramento generale del contesto in cui il fenomeno criminale in parola si verifica, si rappresenta che, nell’area in questione, gli equini sono prevalentemente allevati in zone rurali e suburbane e gran parte degli animali non è ospitata in scuderie ma lasciata allo stato brado, in ampi campi privati o demaniali facilmente accessibili a terzi. Inoltre, un numero considerevole di animali risulta sprovvisto dei previsti documenti identificativi (microchip o passaporto identificativo), rendendo difficoltosa l’identificazione dei legittimi proprietari. A parere dell’Arma dei Carabinieri non può escludersi, infine, che diverse denunce di furto di animali siano collegate all’illecita distruzione delle carcasse, al fine di evitare il pagamento delle tasse di smaltimento. Si assicura, che in relazione al fenomeno segnalato, sussiste la massima attenzione da parte della Prefettura di Roma e degli altri organi competenti in materia”.

La Redazione

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