Lecce nelle mani della SCU. Operazione Final Blow

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Lecce nelle mani della Sacra Corona Unita. Ci sono voluti 400 uomini della Polizia di Stato, con il supporto di unità elitrasportate del reparto volo di Bari e unità cinofile per l’operazione Final Blow che ha portato all’arresto di 72 persone tutte indagate a vario titolo per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sulle armi, associazione finalizzata al traffico di  droga oltre a esercizio aggravato e partecipazione al gioco d’azzardo. Le investigazioni hanno evidenziato come il sodalizio criminale avesse ormai preso il controllo esclusivo nella città di Lecce e in molti comuni prossimi al capoluogo, delle principali attività criminali attraverso la gestione di canali di approvvigionamento della droga, la successiva vendita al dettaglio, le estorsioni oltre al controllo del gioco d’azzardo.

Tutto è iniziato a fine 2017 quando gli inquirenti intercettarono una lettera proveniente dal carcere il cui mittente è stato poi identificato nell’ergastolano Cristian Pepe (https://www.leccenews24.it/cronaca/operazione-final-blow-lecce-dettagli-indagini.htm). Il lavoro investigativo ha permesso di accertare la consolidata egemonia su Lecce del clan Pepe, facente capo a Cristian Pepe e a al fratello Antonio, meglio noto con il soprannome di “Totti”.

Le indagini hanno consentito di acquisire chiari elementi relativi all’interesse del clan nella gestione delle cosiddette “bische clandestine”, acquisendo il 40% degli introiti, oltre al tentativo, da parte del reggente “Totti” Pepe, di condizionare in suo favore addirittura i risultati di giochi gestiti dal Monopolio di Stato cercando, attraverso pressioni, di ottenere agevolazioni nelle vincite per gli appartenenti al clan ed i loro familiari. (http://www.lecceprima.it/video/operazione-final-blow-droga-associazione-video-polizia.html).

La Redazione

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