Lo Stato anello debole nel contrasto a ludopatie e gioco illecito

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A dire poco contraddittoria la posizione assunta dagli organi statali in occasione del gioco d’azzardo nel nostro paese. Se da un lato vengono sbandierate iniziative mirate a un definitivo ridimensionamento del fenomeno e di tutte le sue complicazioni sociali ed economiche, dall’altro l’atteggiamento nel definire la pubblicità e nel presentare nuovi “prodotti”, non mette a sufficienza in guardia dalle insidie delle false vincite facili.

Poker Texas Hold’em, confusione e Cassazione

Molta confusione, soprattutto se si voglia fare un parallelo fra gioco on-line e fisico reale. Il Poker Texas nel nostro paese è costantemente sostenuto dalla presenza attiva di personaggi famosi del mondo sportivo e dello spettacolo, e allo stesso tempo accessibile a chiunque, attraverso la sola trasmissione di un documento di identità in corso per aprire un conto. Ben diversa la situazione per il gioco dal vivo, ancora imbrigliato in normative benpensanti e prive di chiarezza rese meno punitive solo nel 2015 con la depenalizzazione. Viene malignamente da pensare che venga legalizzato il gioco on-line, attività in continua ascesa e remuneratrice, e moralmente bandito quello reale, più visibile e demoniaco agli occhi dell’opinione pubblica.

A conferma della diversità di trattamento è interessante citare tre sentenze di cassazione, (2011, 2013 e 2015), le quali ritengono che il gioco in modalità “torneo”, con iscrizione non troppo costosa, non sia da equipararsi al gioco d’azzardo ma a una mera espressione di abilità.

Striscia la Notizia e le cifre

Le considerazioni evidenziate dalla popolare trasmissione non fanno che dare risalto a pensieri che aleggiano in ogni telespettatore attento, Ma come, da un lato i Monopoli di Stato invogliano a giocare con pubblicità a dir poco martellante, poi mettono in guardia dal non cadere nel gioco irresponsabile. Atteggiamento a dir poco double face, che poco si addice a una agenzia pubblica che dovrebbe mirare a evitare pericolose tentazioni. Il programma televisivo va ancora più in profondità nello snocciolare i dati che destano non poche perplessità. Capitan Ventosa fa notare che il regolamento del Superenalotto parla chiaro, una schedina ogni 500 vince. Ecco che cade il concetto cardine circa l’aleatorietà delle estrazioni, non più casuali ma organizzate. Per non parlare dell’accattivante e singolare particolarità dei numeri estratti, sempre vicini a quelli vincenti, tanto da accrescere la voglia di ritentare la giocata.

Chi vuole affossare il gioco?

Giunge dalla Sapar, Associazione Nazionale Servizi Apparecchi per Pubbliche Attrazioni Ricreative, la sensazione che alla base degli attacchi al settore slot e macchine ci sia un progetto ben delineato. Non si potrebbe diversamente giustificare la puntualità con la quale vengono messi a punto provvedimenti ad hoc per stroncare il settore lotterie. I 300.000 posti di lavoro coinvolti sono solo uno degli aspetti da valutare con massima attenzione prima di sradicare un mercato che ha bisogno solo di una limpida riorganizzazione. Come orientarsi? E’ semplice, le storture sono enormi e sotto gli occhi di tutti. E’ il gioco d’azzardo clandestino, illecito e sommerso che va fermato.Se non si parte dalla emersione di questo fenomeno qualsiasi intervento non approda ad alcun risultato.  Il momento è propizio, la nuova classe politica in procinto di insediarsi potrebbe trovare i giusti canali per il tanto atteso riordino.

 

Giancarlo Portigliatti B.

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