Lollobrigida (Masaf): “L’ippica non può essere percepita come una zavorra, ma come un’occasione”

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“L’ippica non può essere percepita come una zavorra, ma come un’occasione. Il nostro obiettivo è quello di restituire al movimento il ruolo che deve avere”. Lo dice Francesco Lollobrigida, neo Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ospite d’onore dell’attesissimo pomeriggio di trotto all’Ippodromo Capannelle, dedicato alle due finali (maschile e femminile) del Gran Premio Anact – Memorial Ubaldo La Porta. Tanti gli argomenti affrontati dall’onorevole Lollobrigida alla sua prima uscita ufficiale all’Ippodromo Capannelle, definito “il più importante tra i 43 impianti italiani, centro di gravità permanente del movimento ippico nazionale. La struttura delle Capannelle potrebbe essere l’impianto principale della Nazione, diventando l’asse portante per tutti gli altri ippodromi italiani”. Sul riordino del comparto ippico il ministro ha dichiarato: “Vogliamo elaborare una strategia organica, nata dal confronto con le rappresentanze del mondo legato al cavallo, per spendere bene le risorse dedicate al comparto e dare le risposte che questo settore merita. Il mondo dell’ippica è fatto di passione e di lavoro. Un settore che negli ultimi 30 anni ha perso la sua centralità nell’agenda politica, nonostante il suo valore si sia invece consolidato nel tempo”. E ancora: “Abbiamo davanti una stagione di governo nella quale, insieme al sottosegretario Patrizio La Pietra che ha la delega all’Ippica e al ministro allo Sport Abodi, dobbiamo lavorare per invertire la rotta. Vogliamo elaborare una strategia organica, ed ogni istituzione, categoria e associazione potrà e dovrà fare la propria parte”.  Secondo il ministro è evidente che siano stati commessi degli errori, “non solo da parte della politica”, dice, “però ci si dovrebbe interrogare sul perché in alcune nazioni quello dell’ippica sia ancora un settore centrale e in Italia no, oppure perché in tanti nostri professionisti debbano andare all’estero per svolgere il proprio lavoro. Noi vogliamo trovare soluzioni senza pensare di averle già adesso dopo un mese di lavoro in questo Ministero. Io non credo, ad esempio, che lo scioglimento dell’Unire sia stata una scelta particolarmente intelligente, perché la gestione di questo mondo aveva una sua struttura tecnica e una tradizione organizzativa che ovviamente nella gestione ministeriale non poteva essere ritrovata immediatamente. Però si poteva lavorare per creare una strategia organica. Ora però dobbiamo pensare al futuro e con i vari dirigenti abbiamo già parlato di quello che vorremmo provare a fare, partendo però da un interrogativo fondamentale: Va tutto bene così? Io non penso. E non dipende da quanto si spende in questo ambiente, ma di come si spende. I soldi – chiosa Lollobrigida – se spesi bene, non sono mai troppi. Ecco quindi la necessità di ragionare come una filiera complessa per evitare dispersioni e per raggiungere in qualche anno l’obiettivo di restituire all’ippica il ruolo che le compete”.

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