Manovra: sul tavolo di Governo lotta all’evasione, Preu e online

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Nei giorni scorsi il premier Conte da New York ha parlato di tasse e fisco: “Mi sto convincendo che il problema centrale di tutto il nostro sistema economico sia l’evasione, se noi non riusciamo a ridurre l’evasione la crescita resterà soffocata, ci faremo latori di un intervento radicale nella manovra di Bilancio, è chiaro che dobbiamo pensare a diversi meccanismi di incentivazione della moneta elettronica, degli scontrini, dei pagamenti digitali e anche al carcere per i grandi evasori. Sta diventando in me sempre più profonda la convinzione che il nostro problema endemico sia l’evasione: paghiamo tutti di più perché molti non pagano. È un’emergenza, la maggiore iniquità alla quale siamo esposti. Bisogna intervenire radicalmente come mai è stato fatto in questa direzione”. E’ in questa direzione che si muoverà il neo governo M5S-Pd nella stesura del nuovo decreto fiscale: lotta all’evasione fiscale. Riflettori accesi anche sull’online; per quanto riguarda il gioco un’attenzione particolare sarà data ai siti online non autorizzati. Nel mirino anche i cosiddetti totem collegati a piattaforme che offrono gioco dall’estero. Ma non solo, previsti maggiori controlli dei centri trasmissione dati (ctd) che offrono scommesse sportive.

Non ci sarà soltanto la lotta al contante e la stretta sull’evasione. Nel decreto fiscale allo studio del governo potrebbero trovare posto anche altre misure. Secondo quando riporta il Messaggero ( https://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/rottamazione_fisco_manovra_tasse_giochi_fumo-4757540.html ) “Una parte importante della manovra da un miliardo di euro riguardante le attività di Adm Una nuova stretta potrebbe esserci anche sul settore dei giochi. Il governo punterebbe a un gettito tra 800 milioni e 1 miliardo di euro attraverso un ulteriore aumento del Preu, il prelievo unico erariale sulle slot machine. Non sarà semplice, anche perché gli aumenti annuali delle tasse sulle macchinette hanno ristretto i margini dei gestori, ma soprattutto hanno ridotto il valore delle aziende del settore spesso partecipate da fondi internazionali di investimento”.

La Redazione

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