Millennials, lucida e preoccupante percezione del gioco

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Le cifre del gioco d’azzardo fra i Millennials del nostro paese sono a dir poco preoccupanti. L’enorme offerta a disposizione, fisica e soprattutto online e le specifiche app del  gioco per mezzo di tablet e smartphone, hanno abbassato drasticamente l’età dei giocatori d’azzardo. Del resto il mercato internet ha abbattuto tutti i limiti, genere, orario, spazio, età.

I dati sui giocatori under 19

Sono circa 1 milione e 200 mila i giocatori la cui età spazia fra 14 e 19 anni con una spesa intorno alle 20 euro settimanali. Spesa che, come confermato da statistiche e studi, è destinata nel tempo solo a salire. L’aspetto più sconfortante consiste nell’associare tali elementi a un futuro non lontano in cui i soggetti affetti da gioco patologico saranno molto elevati a causa delle mancati progetti per maggiori informazione e sensibilizzazione.

La percezione del gioco

Difficile dare una spiegazione plausibile alla effettiva percezione che le nuove generazioni hanno del fenomeno – gioco. Uno degli ultimi sondaggi disponibili vede infatti la lucida consapevolezza di una alta percentuale degli intervistati, il 66 per cento, circa la dipendenza dal gioco associata all’ingente perdita di denaro. Sanno quindi che a fronte di una irrefrenabile voglia di giocare non ci sarà mai una vincita ma solo esiti negativi. Fortunatamente, ammesso la si possa chiamare fortuna, con il scendere dell’età diminuisce la percentuale dei soggetti pienamente consapevoli dei rischi ai quali corrono avvicinandosi al gioco. Il sondaggio portato a termine dall’Osservatorio Young Millennials Monitor di Nomisma, ha vagliato esperienze e attitudini di 11.000 giovani con un’età compresa fra gli 11 e i 19 anni. In questa fascia più estesa di elementi considerati, solamente il 17 % ha dimostrato di avere conoscenza del rischio di dipendenza  correlato al gioco. Esiti poco edificanti se si tiene conto che nel solo anno 2016 nel settore anagrafico considerato il numero di chi si è avvicinato alle scommesse almeno una volta è stato di 1.2 milioni di unità.

Situazione a circuito chiuso

Una bella sfida quella per cercare di interrompere un ciclo uniforme e negativo che si alimenta da solo. Ciò che spinge tanta gioventù a mettere il futuro nelle mani di una ruota o una partita è la mancanza di prospettive, programmi, certezze. La matematica conclusione con esito negativo delle scommesse altro non fa che accentuare tali insicurezze alle quali ci si oppone rivolgendosi nuovamente alla dea bendata. L’industria delle false illusioni prospera e ingigantisce le offerte e i canali di fruizione. E così via.

Bentivoglio ci prova

Giunge dal piccolo comune nella pianura bolognese un proposito articolato proprio nel rendere più consapevoli i giovani sui rischi connessi al gioco. Si tratta di un concorso, “Azzardo o non azzardo? Questo è il gioco”, riservato a registi, videoartisti, videomaker con età fra i 14 e i 20 anni. L’obbiettivo è raccontare la relazione fra il gioco d’azzardo e i giovani per mezzo dei video che essi stessi hanno prodotto. I lavori non potranno superare i 2 gigabyte e durare più di dieci minuti, bypassando così l’eventualità di annoiare. Lanciato dal Comune di Bentivoglio con il Circolo Arci San Marino, si prefigge di mettere in chiaro senza mezze misure di come sia sottilissimo il limite che divide il gioco comune dalla sua subdola “evoluzione” patologica.

Giancarlo Portigliatti B.

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