Musica e letteratura, la ludopatia parte da lontano

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L’indagine epidemiologica effettuata sul gioco d’azzardo, portata a termine dall’Istituto Superiore di Sanità di concerto con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, restituisce dati e considerazioni da prendere estremamente su serio affinché ciò che ora è “solo” una emergenza non diventi una piaga irrisolvibile.

Ecco in sintesi i risultati. Nell’ultimo anno un adulto su tre ha giocato almeno una volta d’azzardo, facendo compagnia ad altri 18.5 milioni di soggetti desiderosi di tentare la fortuna. All’interno di questa enorme cifra si distinguono i 1.5 milioni giocatori ludopatici e i 3.5 milioni in procinto di diventarlo. 

Ciò che maggiormente desta preoccupazione è l’età anagrafica dei soggetti contemplati nel monitoraggio. Non meno di 700 mila, questo il numero degli elementi minori della maggiore età che in diversi modi o accessi hanno avuto a che fare con giochi e scommesse. E di questi almeno il 3% è già “problematico”, ha cioè già valicato la sottile linea che suddivide il gioco ludico e divertente da quello morboso e ossessivo.

I propositi messi in atto per arginare o, per lo meno, mettere in guardia circa i rischi connessi a qualsiasi approccio con il gioco d’azzardo, sono nell’ultimo periodo una attività in continuo aumento. Le amministrazioni pubbliche, in armonia con disposizioni regionali e statali, hanno prodotto regolamenti e regole atte a riordinare un settore da sempre troppo lacunoso e difficile da catalogare.

Occorre riconoscere però che non si contano suggerimenti e consigli sviluppati nelle opere di personaggi appartenenti al mondo dell’arte e dello spettacolo. L’artista Alan Parson, tanto per citare un esempio, ha dedicato un intero album al tema della ricerca della vincita facile. Il titolo stesso dell’opera, “the turn of a friendly card”, è un dito puntato contro l’effige sorridente della carta da gioco, falsamente amica e pronta a richiedere un enorme obolo in cambio di una evanescente speranza. Per non dimenticare Fëdor Dostoevskij con il romanzo “il giocatore”, implacabile carosello di tutte le meschinità umane che animano l’ambiente dei Casinò.

Fonti: http://www.seicolonne.com/gioco-dazzardo

Giancarlo PORTIGLIATTI B.

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