Operazione Galassia un anno dopo. 400mln sequestrati a imprenditore reggino

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Scappato alla maxi operazione Galassia che nel 2018 portò a 18 arresti per una pluralità di associazioni a delinquere operanti in tutta Italia attive nel settore della raccolta delle scommesse in rapporto con le principali cosche reggine, in queste ore la Guardia di Finanza di Reggio Calabria è arrivata anche ad A.R, imprenditore attivo nel settore criminale del gioco d’azzardo, sequestrandogli beni per 400 milioni di euro. Il sequestro è stato effettuato dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria insieme a personale dello Scico di Roma, con il coordinamento Dda. La misura, emessa dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale su richiesta del procuratore aggiunto Calogero Gaetano Paci e del pm Stefano Musolino, riguarda compendi societari e rapporti finanziari. Come ricorda Il Quotidiano del Sud (https://www.quotidianodelsud.it/calabria/reggio-calabria/cronache/nera/2019/12/17/operazione-galassia-sequestrati-beni-per-400-milioni-a-imprenditore-reggino) “l’indagine Galassia aveva portato alla luce l’esistenza di varie associazioni attive che operavano in rapporto con le cosche di ‘ndrangheta consentendo a quest’ultima di infiltrarsi nella propria rete commerciale e di riciclare ingenti proventi illeciti, dall’altro traendo supporto per l’ampliamento dei propri affari e per la distribuzione capillare del proprio marchio sul territorio. In tale contesto, l’imprenditore coinvolto nelle indagini secondo l’accusa, per la raccolta delle scommesse in assenza della concessione, utilizzava siti “.com” – come riporta l’Ansa – completamente illegali, celando la raccolta illecita di scommesse dietro il fittizio schermo giuridico costituito da Centri trasmissioni dati (CTD) e Punti vendita ricariche (PVR). L’uomo al momento degli arresti si era reso irreperibile ma successivamente è stato rintracciato a Malta dai finanzieri dal Nucleo di Polizia economico e finanziaria di Reggio e dello Scico di Roma e, in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, arrestato dalla polizia maltese nell’aprile scorso. Successivamente è stato rimesso in libertà dall’Autorità giudiziaria di Malta. Contestualmente all’operazione, la Dda ha disposto un’indagine a carattere economico-patrimoniale dalla quale è emersa la pericolosità sociale dell’imprenditore e la sproporzione tra i redditi ed il patrimonio accumulato. Il tribunale ha quindi disposto il sequestro del patrimonio riconducibile all’imprenditore e al suo nucleo familiare costituito dall’intero compendio delle società maltesi, numerosi conti correnti italiani ed esteri e due trust radicati a Malta, di cui uno contenente un cospicuo portafoglio finanziario”.

La Redazione

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